In futuro sia fare la dialisi, che gli esami del sangue direttamente a casa, sempre però controllati dal medico a distanza. Per deospedalizzare il più possibile e migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari.

E’ il principio al quale si ispirano le più recenti esperienze di teledialisi peritoneale. Corredate da esami del sangue point-of-care, cioè fatti a casa anche quelli, da una goccia di sangue. E il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS è in prima fila. Come il più grande centro di dialisi peritoneale del Lazio e tra i principali centri italiani, insieme a quelli di Bari, Brescia, Vicenza e Alba.

“La dialisi peritoneale – spiega il professor Giuseppe Grandaliano, Ordinario di Nefrologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Nefrologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCSS – nasce di per sè come dialisi domiciliare. Ed è la possibilità migliore da offrire ai pazienti. L’emodialisi domiciliare è infatti di per sè una nicchia. Il centro che assiste più pazienti, il san Giovanni Bosco di Torino, ne ha appena una decina e noi stessi seguiamo con questa modalità appena 4 pazienti”.

La dialisi del futuro

Questo accade perchè con l’emodialisi, la gestione delle apparecchiature è estremamente complessa. Ee lo stesso dicasi per l’accesso vascolare. I pazienti devono essere in grado di pungersi da soli la fistola o di connettersi con il catetere vascolare centrale. Per poi mantenere una circolazione extracorporea per almeno due ore al giorno. In casa. Da soli. “Al contrario – spiega il professor Grandaliano – la dialisi peritoneale è già ‘disegnata’ per essere effettuata a domicilio. E, in questo contesto, diventa importante allargare in qualche maniera l’eventuale platea, ricorrendo alle nuove tecnologie di teleconsulto. Il paziente giovane e autosufficiente fa tutto da solo e può risolvere eventuali problemi con un colpo di telefono al centro di nefrologia di riferimento. Ma ci sono tanti altri pazienti anziani, non autosufficienti, con più problemi, per i quali poter accedere alla ‘tele-dialisi’ rappresenta un vantaggio importante. Che tra l’altro dà un aiuto anche ai caregiver eventualmente coinvolti.

In questo modo è possibile seguire agevolmente i pazienti anche in contesti geografici difficilmente accessibili, come i piccoli paesi di montagna o le isole. Unire la possibilità di un teleconsulto alla dialisi peritoneale è particolarmente importante”.

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