Si è arreso il custode della piscina Ferruccio Parri di via Tiziano. Aveva denunciato lo spaccio che da anni è presente all’interno dello spazio verde della struttura. “Se chiami di nuovo la polizia uccidiamo te e violentiamo la tua compagna”. È questo il contenuto della lettera minatoria indirizzata al custode.

Nello spazio ogni notte operano una decina di Pusher. E così questo ennesimo episodio è solo la punta di un iceberg di un fenomeno che nessuno delle istituzioni ha mai portato rimedio in quel luogo. Gianni, questo il nome del 53enne dipendente comunale, in questi sette mesi di servizio ha dovuto subire una serie di prepotenze. Fra risse ed escrementi davanti al suo alloggio e droga nascosta finita nelle fauci del suo cane. Ora, dopo la lettera di intimidazione, ha detto basta.

Le minacce dei pusher al custode

Lascerà così l’alloggio di custodia della piscina Ferruccio Parri. L’appartamento era stato riaperto lo scorso anno, dalla Circoscrizione 8, dopo anni di abbandono. Lo scopo, nelle intenzioni, era quello di presidiare l’area. Gianni ha spiegato la sua decisione ai vertici della circoscrizione: “non ne posso più” le sue parole. Piuttosto che restare lì gratuitamente, pagherà l’affitto da un’altra parte.

Questa fetta di San Salvario, è da anni presa d’assalto dai pusher. A decine, tutti immigrati e spesso clandestini, scavalcano i cancelli. Appropriandosi dell’area del cortile della piscina. Da qui vendono le dosi di droga. La situazione è così da anni, nonostante le manifestazioni dei residenti e del comitato San Salvario – Bramante. Anche varie Tv hanno parlato del problema della zona. A ciò si aggiunge chi passa con cibo e bevande, per rifocillare gli spacciatori che “operano” fino all’alba. Il custode aveva vinto il bando per l’alloggio del comune. Aveva speso 7mila euro per renderlo abitabile. Portando con se la compagna e un cane, un pastore tedesco di due anni. Ma da subito l’opportunità si è trasformata in incubo.

Risse e spacciatori che defecano davanti alle finestre. E ancora urla e tossici che vanno e vengono nel cuore della notte. Da lì le denunce ai carabinieri del malcapitato custode, fino alla terribile lettera di minacce che ha definitivamente portato alla resa Gianni e la sua compagna.

La solidarietà del comitato San Salvario – Bramante

A portare immediatamente il supporto a Gianni, Matteo Rossino, portavoce del Comitato San Salvario – Bramante da anni in lotta nel quartiere contro lo spaccio. Cosi sulla vicenda Rossino, attuale portavoce di Torino Tricolore:
“È assurdo che le brave persone come Gianni siano costrette a lasciare la propria casa e il proprio lavoro. Mentre gli spacciatori possono continuare indisturbati come sempre la loro attività.”

“Dobbiamo fermare tutto questo – prosegue – prima che anche San Salvario diventi un quartiere ghetto. Siamo pronti a scendere in strada perché il quartiere appartiene ai torinesi, non ai pusher”.

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