Il governatore del Piemonte assicura che entro il 21 giugno tutti gli aventi diritto l’avranno ricevuta. E poi punta il dito contro il Governo, “Le procedure imposte da Roma hanno impallato il sistema”.

«Il Governo ha fatto una scelta sbagliata creando delle procedure difficili e complesse, che si sapeva avrebbero creato problemi – sottolinea il presidente Cirio – La decisione di assegnare la cassa in deroga con un doppio passaggio Regione-Inps ha fatto “impallare” tutto il sistema. È stato un errore a monte, segnalato a suo tempo dal nostro assessore al Lavoro in Conferenza delle Regioni, ma che si è risolto solo grazie alle pressioni di noi governatori. Superata questa strozzatura, oggi siamo venuti personalmente a verificare lo stato dei pagamenti, perché non è accettabile – in un Paese normale – che una persona che aspetta la cassa di marzo a giugno non l’abbia ancora ricevuta. Quando mi ferma un cittadino per strada per dirmelo sono il primo a ritenerla una vergogna. Indignarsi non basta però, bisogna risolvere. La Regione Piemonte ha trasmesso all’Inps il 97,5% delle richieste ricevute. Di queste il 55% è stato pagato. Parliamo di circa 76 mila lavoratori, ma ne mancano ancora tanti. È il motivo per cui siamo venuti all’Inps oggi e ci torneremo ogni settimana, fino al 21 giugno, per vigilare fino a che l’ultimo piemontese non avrà ricevuto quello che gli spetta».

Il direttore regionale Inps, Emanuela Zambataro, spiega una nota, ha esposto i dati relativi alla gestione delle prestazioni emergenziali, alle quali sono state destinate specifiche task force composte da 272 operatori Inps. Alla data del 31 maggio i lavoratori per i quali è stata emessa autorizzazione alla integrazione salariale gestiti dalle sedi del Piemonte sono stati 718.389, considerando nel complesso la Cigo Covid e i Fis e la Cassa in deroga. L’Inps rammenta che le aziende e gli Intermediari qualificati devono procedere entro l’8 giugno all’invio dei modelli SR41 non ancora trasmessi e relativi alle prime nove settimane di cassa integrazione. Con riguardo alle ulteriori prestazioni emergenziali il direttore ha evidenziato che in Regione sono stati pagati 561.000 “bonus” da 600 euro a lavoratori autonomi, del turismo, dello spettacolo ed agricoli riferiti ai mesi di marzo ed aprile.Sono state ricevute 18.235 domande di reddito di emergenza, misura di inclusione sociale prevista dal recente decreto legge n. 34/2020 introdotta per supportare i nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

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