L’astro nascente della Ferrari Charles Leclerc ha dimostrato ieri tutta la sua grande classe in pista con una gara tiratissima.

Il pilota monegasco del cavallino rampante, partito dalla settima piazza dopo una qualifica deludente a causa della scarsa velocità di punta della sua monoposto, ha concluso la gara sulla pista Austriaca di Zeltweg al secondo posto con due sorpassi da urlo ai danni del giovane pilota della Mclaren Norris, e del pilota della Racing Point Sergio Perez.

Ma il pilota della Ferrari ha fatto parlare di sé anche per la scelta di non inginocchiarsi durante la manifestazione voluta dal black lives matter, il movimento antirazzista degli afroamericani nato dopo l’uccisione di George Floyd.

La manifestazione eseguita nel pre-gara ed ormai nota in tutto il mondo, ha visto però altri piloti dissociarsi e quindi non inginocchiarsi, come il pilota dell’Alfa Romeo Kimi Raikkonen, e quello della Red bull Jose Verstappen. “Sono antirazzista, ma ognuno ha il suo modo per manifestarlo”, così ha precisato il pilota Ferrarista a cui gli ha fatto eco l’altro talentuoso pilota Verstappen. Al contrario di Lewis Hamilton che vuole ergersi a paladino della “battaglia antirazzista”: il pilota Inglese di colore ha infatti costretto la Mercedes, la sua scuderia, ad abbandonare il classico tradizionale colore delle frecce d’argento a favore del nero, in nome dell’antirazzismo. Hamilton, grande utilizzatore della sua immagine ha voluto così “mettere il cappello” sull’antirazzismo militante. Gioco a cui almeno simbolicamente non si è voluto prestare il giovane e talentuoso Charles Leclerc.

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