(Adnkronos) – Lo scenario del 2025 caratterizzato “da un’intensificazione delle tensioni economiche e geopolitiche” si è “rapidamente deteriorato nelle prime settimane del 2026” per via delle “tensioni con l’Iran” che “si sono trasformate in un confronto militare di ampia portata che oggi coinvolge il Medio Oriente, un’area cruciale per l’approvvigionamento globale di energia e di materie prime essenziali” con un effetto “immediato” che è stato quello “di un forte aumento dei prezzi del gas e del petrolio, con un conseguente indebolimento delle prospettive di crescita e nuove pressioni inflazionistiche. Più in generale, si consolida un contesto di elevata incertezza, destinato verosimilmente a protrarsi oltre la fase acuta del conflitto”. E’ quanto ha detto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel corso della sua relazione all’assemblea dei partecipanti. 

La politica monetaria “si trova nuovamente a fronteggiare uno shock negativo di offerta in un contesto di elevata incertezza, come già avvenuto nel 2022, all’indomani dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia – ha sottolineato Panetta – Secondo le proiezioni recentemente diffuse dalla Bce, nel 2026 l’inflazione sarebbe superiore all’obiettivo, con un graduale rientro nell’anno successivo, e la crescita economica sarebbe più contenuta rispetto alle stime precedenti” e “se lo shock energetico risultasse più forte e persistente di quanto previsto nello scenario di base, l’inflazione aumenterebbe ulteriormente mentre la crescita risulterebbe più debole”. 

“In un contesto così incerto e in costante evoluzione, sarà essenziale monitorare attentamente le aspettative” sull’inflazione, ha detto il governatore della Banca d’Italia, “e prevenire effetti di retroazione sui salari, assicurando al contempo che l’azione politica monetaria resti proporzionata e coerente con il mandato” della Banca Centrale Europea. 

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