(Adnkronos) – Più di 40 morti, oltre 100 feriti. E’ strage di ragazzi a Crans-Montana, in Svizzera, dove la festa di Capodanno si è trasformata in un inferno di fuoco nel devastante incendio all’interno del bar Le Constellation.  

Mentre le autorità hanno escluso il dolo e si indaga sul rispetto delle norme di sicurezza e la presenza di uscite di emergenza, alcuni video girati dai sopravvissuti all’interno del locale la notte della tragedia sembrano fare intanto ulteriore chiarezza sull’origine del rogo nel quale sono rimasti gravemente feriti anche alcuni ragazzi italiani, mentre altri risultano tuttora dispersi. 

Ancora in corso l’identificazione dei corpi, ha intanto dichiarato stamani un portavoce della polizia: il lavoro potrebbe protrarsi per giorni, ha spiegato a Keystone-Ats, un lavoro molto difficile dato l’elevato numero di vittime. 

L’attenzione al momento è rivolta alle famiglie. “Vogliamo procedere il più rapidamente possibile”, ha continuato il portavoce, affinché l’attesa per queste persone finisca al più presto possibile. Nel frattempo, le autorità sono in stretto contatto con i famigliari che ricevono assistenza psicologica. 

Intervistato dalla radio svizzera Rts, anche il consigliere di Stato Mathias Reynard ha sottolineato che l’identificazione delle vittime richiederà ancora tempo, mentre la situazione negli ospedali rimane molto tesa. “Diverse persone che erano in ferie sono venute a lavorare per aiutare i colleghi”, ha osservato, ringraziando “cittadini e giovani che hanno salvato vite umane”. Reynard non ha voluto fornire ulteriori dettagli sulle cause della tragedia. 

Intanto la Francia, su richiesta della Svizzera, accoglierà altri otto feriti oltre ai tre pazienti già ricoverati in ospedali francesi, ha confermato un portavoce del ministero degli Esteri su Bfmtv. Ci sono state richieste “riguardo posti letto per ricoveri pediatrici – ha detto il portavoce Pascal Confavreux -. Stiamo valutando come accoglierli nei nostri ospedali”. 

Così come sembrano raccontare le immagini immortalate nei video immediatamente precedenti alla strage, anche testimoni hanno riferito che le fiamme si sarebbero propagate in pochi secondi, dopo che una delle candeline scintillanti applicate sulle bottiglie di champagne durante un brindisi ha toccato il soffitto del locale, rivestito in materiale fonoassorbente altamente infiammabile, dando luogo alla prima fiammata che si è poi rapidamente propagata. 

Le autorità svizzere hanno parlato di un possibile flashover, un fenomeno estremamente pericoloso in cui un incendio localizzato si trasforma improvvisamente in un rogo generalizzato, con temperature altissime e accensioni simultanee dei materiali presenti. In queste condizioni, la sopravvivenza è quasi impossibile e il rischio resta elevato anche per i soccorritori. Le vie di fuga limitate nel seminterrato – dove si è consumata la strage – avrebbero quindi fatto il resto, ostacolando l’evacuazione durante la fuga dei giovanissimi. 

Restano quindi da chiarire aspetti cruciali come il rispetto delle norme di sicurezza e delle uscite di emergenza. La procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud ha ricordato che la scala che conduceva al seminterrato era particolarmente stretta, un elemento che potrebbe aver complicato l’evacuazione. 

Le Constellation, noto punto di riferimento per l’après-ski e la vita notturna, secondo recensioni online presentava criticità proprio sul piano della sicurezza: una sola via di accesso e fuga nel seminterrato e un arredamento con molti elementi in legno, che avrebbe favorito la rapida propagazione delle fiamme. 

”Sembrava un film dell’orrore”. Così un testimone, Adrien, ha descritto quello che ha visto dall’esterno del locale: “Ho visto fumo, un fumo bianco, grande e molto denso” uscire dal bar Le Constellation, ha raccontato a Bfmtv. 

“Abbiamo visto le fiamme dopo cinque, dieci minuti e la gente uscire in preda al panico, rompendo le finestre, uomini sofferenti e donne con i vestiti bruciati, che piangevano, urlavano, persone che non sapevano se i loro cari fossero dentro”, ha continuato parlando di “genitori arrivare in auto a tutta velocità, preoccupati di dove fossero i loro figli” e “sembrava un film dell’orrore”. 

“In pochi secondi, l’intera discoteca è stata avvolta dalle fiamme”, le parole di Emma e Albane che si trovavano all’interno del locale quando è scoppiato l’incendio e hanno visto il soffitto “in legno” prendere fuoco. “Siamo corsi fuori tutti urlando e correndo”, hanno raccontato descrivendo ”il panico più totale”. Cadute durante la calca, hanno raccontato che “qualcuno ha rotto una finestra per far uscire la gente” e hanno confermato che i vigili del fuoco e la polizia sono arrivati nel giro di pochi minuti. 

Tra le persone colpite ci sono anche diversi italiani. Parla di 6 dispersi e 13 feriti l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado, che precisa di non aver ancora ricevuto dalle autorità svizzere la lista ufficiale. Il bilancio non è ancora definitivo e ”proprio per questo, per l’estrema delicatezza di questa terribile tragedia, per la legge sulla privacy, è necessario essere estremamente prudenti. Posso solo dire che, per fortuna, con il passare delle ore, molte delle persone che si ritenevano disperse sono state poi trovate negli ospedali e quindi l’ultimo bilancio disponibile è di sei italiani dispersi e tredici feriti ricoverati”, ha spiegato in un’intervista a ‘La Repubblica’. 

Le famiglie italiane sono state tutte avvertite, spiega, ”e proprio loro ci hanno aiutato ad aggiornare le liste dei dispersi e dei feriti. Le autorità svizzere hanno provveduto ad informare tutti i familiari delle persone ricoverate: sono 112 in tutto, 107 dei quali identificati. E tra loro gli italiani feriti sono tredici. Ne restano ancora cinque da identificare e per questo la lista dei dispersi potrebbe ancora variare. Sono state proprio le famiglie che si erano rivolte alla Farnesina per cercare i loro cari ad avvertirci che erano stati trovati consentendoci di aggiornare le liste. Le autorità svizzere non ci hanno fornito i nomi dei feriti e per identificare i 47 corpi ritrovati purtroppo non sono riconoscibili”.  

Temo ci vorranno giorni, conclude, ”molti sono devastati dalle ustioni e purtroppo in queste condizioni non sarà facile risalire alle loro identità. Noi ci stiamo attrezzando allestendo una piccola unità di crisi in paese per potere assistere le famiglie in arrivo. E forniremo tutto il supporto per affrontare giorni che si prospettano comprensibilmente difficili. Le incontrerò insieme al ministro Tajani che oggi sarà qui e vedrà anche le autorità svizzere”. 

Le autorità italiane hanno attivato una task force e una help line dedicata per assistere le famiglie e facilitare contatti e informazioni sui connazionali.  

 

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