(Adnkronos) – “Le perdite subite dalla popolazione civile durante le proteste” in Iran “impongono una risposta chiara. Giovedì alla riunione dei ministri degli Esteri europei a Bruxelles proporrò, in coordinamento con gli altri partner, l’inclusione dei Guardiani della Rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche oltre che sanzioni individuali contro i responsabili di questi atti efferati”. Così in un post su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. 

“Esprimo il mio apprezzamento per questa importante dichiarazione del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani”, ha commentato in un post su X il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, che ha poi esortato “nuovamente l’Ue a prendere la decisione morale necessaria di designare le Guardie Rivoluzionarie dell’Iran come organizzazione terroristica”. 

 

“Nessuna clemenza” per i manifestanti. Il capo del potere giudiziario iraniano Gholamhossein Mohseni Ejei citato dall’agenzia iraniana Mizan ha confermato la linea e il pugno di ferro di Teheran con processi “nel più breve tempo possibile” contro i manifestanti arrestati durante il movimento di protesta che ha scosso la Repubblica islamica, e punizioni “senza la minima clemenza” per coloro che saranno riconosciuti colpevoli.  

 

Sarebbero quasi seimila i morti accertati durante le proteste antigovernative che sono scoppiate in Iran lo scorso 28 dicembre. E’ quanto sostiene l’organizzazione non governativa Human Rights Activists News Agency (Hrana) con sede negli Stati Uniti, che conferma l’uccisione di 5.848 persone durante la repressione delle manifestazioni. Ben più alto è il bilancio fornito da Iran International, con sede all’estero, secondo cui oltre 36.500 iraniani sono stati uccisi dalle forze di sicurezza tra l’8 e il 9 gennaio. Un’altra ong, Iran Human Rights con sede in Norvegia, afferma di aver documentato almeno 3.428 uccisioni di manifestanti da parte delle forze di sicurezza e ha avvertito che il bilancio finale rischia di raggiungere le 25mila vittime. 

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