Le partite Iva in Italia sono quasi 5 milioni (dati EuroStat per il Governo). Sembrano grandi dati, ma sono quasi un dimezzamento rispetto agli ultimi tempi, con circa 3 milioni di Partite Iva chiuse negli ultimi 3 anni.

Le Partite Iva hanno dalla loro parte un ingrediente portentoso e che può dare fastidio al governo: l’indipendenza e, quindi, la libertà nel lavoro.
Il messaggio che passa, sempre più spesso, è che lavorare in “proprio” sia sinonimo di evasione fiscale. E basta.
Una malsana abitudine che viene fuori in tempi di crisi e covid. Ora che le Partite Iva, giustamente, chiedono diritto a lavorare, il 50% dei commenti sui social da parte degli utenti sono “colpa vostra che avete dichiarato poco gli anni scorsi”.

Partite Iva, quello che non capisce il governo

La realtà però è ben diversa, chiunque si fosse mai approcciato al lavoro individuale sa benissimo che ogni negoziante ha una sede, documentazione fiscale e una grande mole di burocrazia (tra l’altro molo costosa), che li rende facilmente controllabili. Ed è anche facile, per questi motivi, beccare qualche errore e punirli, il più delle volte per motivi futili e non reali.

Il popolo delle Partite Iva è, invece, un popolo laborioso. Chiariamoci: l’evasione fiscale esiste. E’ nelle grandi fabbriche, nei grandi colossi multinazionali, nelle aziende su cui ha mano la mafia che sfrutta lavoro nero e immigrati per due spiccioli. Ma sono molto meno controllabili nonostante i fatturati molto più grandi.

E’ proprio il covid che mette a nudo queste carenze e questo poco rispetto per le Partite Iva: piccoli decreti e pochi soldi che non compensano i mancati guadagni, tante attività lasciate aperte senza clienti e senza bonus. Una storia che, raccontata, farebbe sembrare che alla base ci sia un vero e proprio odio contro i liberi professionisti.

Il cane si morde la coda

Il covid mette i lavoratori contro altri lavoratori. Dipendenti statali contro liberi professionisti, personale ospedaliero contro ristoratori, in una gara a come morire o sopravvivere.

In tutti questi discorsi le “colpe” sono sempre delle Partite Iva, evasori fiscali integerrimi che non capiscono che si può vivere senza lavorare. Che devono prendere gli aiuti e fare silenzio.
Quello che non viene capito è che poi quegli aiuti andranno ridati, magari con una patrimoniale. Che toccherà i soldi di tutti, anche dei dipendenti. E tutti impoveriti non compreranno più nel negozio di fiducia o di qualità ma solo su internet, ingrassando chi li ha affamati, credendo di fare scelte libere e sensate.

Stanno cancellando ogni libertà e ogni autonomia. Stanno rendendo tutti schiavi di un potere arrogante complice tra governo e multinazionali. I litigi tra le categorie, la testa bassa sul governo, la comodità di comprare dai colossi del web ci fa togliere la libertà col sorriso, mentre invece dovremmo combattere per la nostra autonomia.

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