Alla fine il partito Gay LGBT+ è nato, “aperto a tutti tranne che Salvini e Meloni”. Molto probabilmente si andrà a schierare nelle file del centrosinistra, ovviamente.
Fabrizio Marrazzo, ingegnere e nome storico dell’attivismo omosessuale, ha annunciato il progetto dichiarando di come secondo lui “oltre il 12,8 per cento degli italiani appartiene alla comunità gay, un partito come il nostro potrebbe avere una percentuale di voti dal 6 al 15 per cento”.

Decisivi nei ballottaggi?

Un partito quello suo che parla al modo Lgbt+ che promette quindi battaglia sulle solite teorie gender, sull’ambientalismo e sui cosiddetti “diritti per gli omosessuali”. Marrazzo promette di scendere in campo già per le prossime elezioni amministrative della prossima primavera quando – avverte – “saremo già decisivi nei ballottaggi e i futuri sindaci non potranno ignorare le nostre istanze. Un voto al partito non è un voto perso ma è un voto per i diritti. Siamo un partito aperto, chiunque voglia entrare, noi saremo disponibili”. Il partito Gay chiude però a Matteo Salvini e Giorgia Meloni a cui viene imputata da Marrazzo “una velata omofobia” aggiungendo che “sarà impossibile allearsi con loro”.
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Il Partito Gay contro Salvini e Meloni?

È già pronto il simbolo del neonato partito, che avrà una scritta rosa e viola con foglie colorate, in tema quindi con la solita solfa delle manifestazioni tipo gay pride e similari.

Il mondo gay quindi, punta ad appropriarsi dei voti di un mondo che è già presente con la preferenza ai partiti della sinistra e soprattutto al Pd. Ma anche il M5S intercetta parte di questi voti. Il nuovo partito quindi punta a non delegare più ad altri le varie battaglie di cui sono portatori ed è sempre Marrazzo a puntualizzare: “noi Lgbt+ non possiamo più delegare le nostre istanze a terzi e allo stesso tempo possiamo essere una forza propositiva per il Paese”.
Il centrosinistra e il Pd sono avvisati.

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