“A breve avremo a disposizione farmaci inibitori di Dpp-1 (dipeptidil peptidasi 1), un enzima che carica il neutrofilo a livello del midollo osseo con enzimi infiammatori, mantenendo però l’attività immunitaria del neutrofilo. Gli studi clinici hanno dimostrato che questo conduce a una diminuzione importante e significativa delle riacutizzazioni, a un miglioramento della qualità della vita e a una riduzione dell’ospedalizzazione dei pazienti. Al dosaggio più elevato di uno di questi farmaci, brensocatib, induce un miglioramento della funzione respiratoria che permane nel tempo”. Così Francesco Blasi, professore ordinario Malattie Respiratorie, Università degli studi di Milano, e direttore del Dipartimento di Area Medica e della Sc Pneumologia e Fibrosi Cistica del Policlinico di Milano, intervenendo a Milano all’incontro organizzato dall’azienda farmaceutica Insmed per discutere la gestione clinica e le opzioni terapeutiche per il trattamento delle bronchiectasie.






































