(Adnkronos) – “Questo lavoro ci ha reso e ci rende quotidianamente consapevoli di quanto la ricerca scientifica sia un’infrastruttura fondamentale per il sistema Paese: una risorsa strategica al pari delle reti energetiche e digitali, nonché una leva che ci permette di trasformare la conoscenza in prevenzione, diagnosi e cura”. Così Francesca Galli, dirigente della segreteria tecnica presso l’Ufficio di Gabinetto del ministero dell’Università e della Ricerca, commentando i risultati ottenuti dal Centro nazionale per lo sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna grazie ai fondi Pnrr, presentati oggi a Roma durante l’evento ‘Il futuro è adesso’. 

Il lavoro sinergico con le istituzioni può “rendere questo investimento ancora più efficace, efficiente ed equo, migliorando concretamente la vita delle persone – osserva Galli – Le terapie avanzate rappresentano chiaramente una svolta e un forte cambio di paradigma per la ricerca: oggi possiamo investire su geni e cellule intesi come farmaci, su piattaforme terapeutiche adottabili e sulla possibilità di interventi altamente mirati, anche nel contesto delle malattie rare o ultra rare”. Alla luce di questi progressi, afferma, “dobbiamo fornire un’indicazione decisiva al mondo della ricerca, passando dalla ‘promessa’ delle terapie avanzate alla loro applicazione concreta. Non basta infatti sviluppare una soluzione: occorre garantirne l’accesso clinico attraverso percorsi ad hoc e il costante sostegno alle università. E’ fondamentale quanto avete saputo costruire: un’infrastruttura di centri di eccellenza in rete, connessi tra loro sul territorio e legati al tessuto imprenditoriale locale e nazionale. Il tutto in una dimensione estera e in un’ottica di rapporti multilaterali, che contraddistinguono sia la nostra ricerca di base sia quella applicata”. 

“Questi centri di eccellenza – sottolinea Galli – ci insegnano che la sostenibilità deve essere concepita come un investimento e non come un semplice costo. E’ necessario considerare la spesa in ricerca e innovazione valutando i costi evitati e i benefici complessivi del lavoro che andiamo a svolgere. Questo ci permetterà di costruire proposte e strumenti dedicati per agire in un contesto internazionale molto complesso – segnato dall’evoluzione geopolitica, scientifica e sociale – arrivando a definire modelli di riferimento e a ripensare il ruolo di tutti i policy maker e gli stakeholder presenti in questa sala”, conclude. 

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