Giovedì 24 settembre 2020 a Rivoli, in Consiglio Comunale, gli argomenti che hanno maggiormente fomentato il dibattito fra la maggioranza e l’opposizione sono stati i seguenti: interrogazione presentata dal PD in merito allo scuolabus per trasportare alcuni studenti della Scuola Media Statale Gobetti che sono stati trasferiti momentaneamente alla Scuola Primaria Pablo Neruda (in quanto da ormai quattro anni la succursale della Gobetti è interessata da lavori di manutenzione dell’edificio scolastico, il cui termine era previsto nel 2018, quindi durante la precedente amministrazione PD, come fa notare l’attuale maggioranza di centro destra), e la questione delle mense scolastiche (che dovrebbero ripartire il 5 ottobre).

In Consiglio Comunale era presente anche il Comitato Genitori I.C. Gozzano. Durante la discussione in merito alle mense scolastiche e allo scuolabus, i consiglieri comunali del PD hanno fatto richiesta a Valerio Calosso (Fratelli d’Italia), Presidente del Consiglio Comunale, di poter far intervenire uno dei genitori del Comitato Genitori I.C. Gozzano, e quindi di aprire il Consiglio Comunale al pubblico (ovvero dare la possibilità ai cittadini che assistono alla seduta di intervenire ed argomentare con maggioranza e opposizione in Consiglio Comunale). Lega, Fratelli d’Italia, Lista Civica Rivoli Nel Cuore e Forza Italia hanno espresso parere contrario in quanto il Regolamento Comunale non prevede l’apertura al pubblico durante le interrogazioni, ma solo se viene presentato un ordine del giorno; inoltre è durante le riunioni dei capigruppo (durante la quale presenziano i capigruppo sia di maggioranza sia quelli di opposizione) che viene deciso se il Consiglio Comunale può o essere aperto al pubblico.
La maggioranza ha inoltre accusato l’opposizione di aver politicamente strumentalizzato le tematiche, chiarendo meglio sulle pagine Facebook.

Le reazioni dei partiti

La Lega ha scritto “ci è sembrato che, in occasione del Consiglio Comunale, i partiti di opposizione (PD, M5S e Gruppo Misto) stessero facendo politica sulle spalle dei nostri figli. È stato detto che la maggioranza non è stata democratica perché non ha aperto il consiglio comunale: spieghiamo meglio! Le richieste di apertura devono essere discusse nelle riunioni di capigruppo; è stato riferito dal nostro Vicesindaco che l’amministrazione si è resa disponibile a incontrare il Comitato dei genitori Gobetti martedì 29 settembre alle ore 9.30 presso il Comune di Rivoli. Come Lega abbiamo però un pensiero: il consiglio comunale non è uno stadio, perché quando si vuole un dialogo non si arriva in sala consiliare (sede istituzionale della città) con striscioni e urlando. Per quanto riguarda il trasferimento momentaneo degli studenti dell’I.C. Gobetti alla scuola Neruda, come chiarito dal Vicesindaco, è un problema che si sarebbe dovuto concludere già dal 2018 con la precedente amministrazione. Sempre per fare chiarezza, rispondendo al M5S (che fanno della demagogia il loro cavallo di battaglia) i soldi spesi per l’estate rivolese fanno parte del capitolo di bilancio “Turismo”, capitolo completamente differente dagli altri capitoli di bilancio. Noi siamo qui. Stiamo lavorando in continuazione per il bene della nostra città in un periodo complicato come questo, e la strumentalizzazione di massa non è accettabile e fa male cavalcare le paure e le insicurezze dei cittadini”. La Lega fa sapere anche che il giorno successivo al Consiglio Comunale si è tenuto un incontro in comune con le Direzioni scolastiche e l’Euroristorazione (ditta che gestirà il servizio mensa), durante il quale è stata confermata l’apertura delle mense scolastiche il 5 ottobre.

Lista Civica Rivoli Nel Cuore ha scritto “È emerso che i membri dell’Opposizione e del Comitato Spontaneo dei Genitori della Gobetti siano stati coercitivamente imbavagliati, condannando quindi gli studenti di suddetto istituto a non poter usufruire del servizio mensa e scuolabus. Chiunque fosse arrivato in sala consigliare in quegli istanti difficilmente avrebbe potuto definire tale spettacolo decoroso e serio come invece richiederebbe la sede istituzionale in cui si è svolto. Sede istituzionale che, in quanto tale, prevede regole precise che nel corso degli anni non sono mai state disattese o eluse. Anche ieri sera, nel rispetto di tutti i rappresentanti dell’emiciclo sono state pedissequamente applicate. Non ci troviamo di fronte ad una rivisitazione totalitarista dell’Amministrazione Comunale, non ci troviamo di fronte alla censura del Popolo, non ci troviamo di fronte all’azzeramento delle sacrosante libertà individuali e collettive. Chi afferma il contrario è in malafede o ignora quale sia il regolamento che governa le sedute di un Consiglio Comunale. Non esiste nessun rischio per la Democrazia, tant’è che martedì prossimo il Sindaco Tragaioli, titolare della delega all’istruzione e quindi massimo interlocutore sull’argomento, riceverà tutte le rappresentanze. Incluse quelle presenti la sera scorsa in sede di Consiglio e che non hanno potuto dialogare col medesimo in quanto in malattia. La cosa curiosa è che a tale intesa si era già giunti prima che avvenisse l’ennesimo tentativo di forzatura del protocollo consigliare relativo agli interventi di pubbliche parti e che venisse giustamente e democraticamente votata la non fattibilità di tale intervento. Ricapitolando, avendo cognizione dell’odierno appuntamento e ottenuto un colloquio tra le parti e il Sindaco di Rivoli il martedì successivo, viene da interrogarsi sull’utilità di un intervento pubblico in Consiglio ma ancora di più sulla caparbia insistenza di taluni nel richiederlo, consapevolmente contro ogni protocollo e simulando poi risentimento e indignazione una volta rifiutato in seguito a democratica votazione, ed è giusto ribadirlo, democratica. Sempre facendo finta di essere un osservatore esterno piombato in Consiglio durante il diverbio, a voler pensare male verrebbe da chiedersi se tale intervento fosse in qualche modo volto a strumentalizzare la situazione, dettata peraltro da un periodo di estrema sofferenza e sacrifici causa pandemia. L’unica cosa chiara è che in gioco c’è il benessere degli studenti che sono poi i nostri figli, che sono, quell’età, senza colore o partito. Proprio per questo tali argomenti dovrebbero essere affrontati con serietà e responsabilità al dilà delle ideologie e degli slogan. E mensa sia! Dal 5 ottobre grazie all’instancabile lavoro delle direzioni scolastiche e degli uffici comunali”.

Anche secondo Forza Italia l’opposizione strumentalizza la protesta dei genitori della Scuola Media Gobetti, e scrive “la questione della succursale della Gobetti si trascina dalla precedente amministrazione; infatti i lavori dovevano essere conclusi nel 2018. La situazione Covid ha quindi determinato la necessità del trasporto degli alunni alla scuola Neruda. L’Amministrazione Comunale, pur nelle ristrettezze del bilancio, e della difficile situazione finanziaria, tale anche per le scelte errate delle precedenti giunte di sinistra, si è operata e sta operando per dare una risposta positiva alle problematiche che sono emerse per la Gobetti, e la riunione di martedì prossimo è stata indetta proprio per spiegare la situazione ai genitori e per un confronto democratico e costruttivo”.

Per quanto riguarda la ripresa del servizio delle mense scolastiche, il Vicesindaco Laura Adduce (Lega) afferma “l’amministrazione ribadisce e conferma il servizio mensa nelle scuole il 5 ottobre.‼️ Sono anche stati definiti, secondo le direttive ministeriali e regionali i criteri per il servizio mensa con le direzioni scolastiche e con Euro Ristorazione. Ogni plesso scolastico avrà modulato il servizio mensa in funzione delle richieste indicate dalle direzioni. In alcune sezioni gli alunni mangeranno in aula con un vassoio pre fornito, mentre altre usufruiranno del refettorio su due turni sempre con pranzo servito su vassoio. I dettagli degli orari e delle modalità di fruizione della mensa saranno comunicati dalle direzioni.

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