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Jannik Sinner vince ancora agli Australian Open 2026 e vola agli ottavi di finale. Oggi, sabato 24 gennaio, il tennista azzurro ha battuto lo statunitense Eliot Spizzirri (e i crampi) al terzo turno dello Slam di Melbourne imponendosi in quattro set con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-4, 6-4 in tre ore e 42 minuti di gioco. Agli ottavi Sinner è atteso dal derby azzurro contro Luciano Darderi, che ha eliminato il russo Karen Khachanov in quattro set. 

 

Chi si aspettava una partita sulla falsa riga di quelle con Gaston e Duckworth è rimasto deluso, ma per tutti gli amanti di tennis, e anche un po’ del drama, il match tra Sinner e Spizzirri è stata una piacevole sorpresa. La partenza dell’azzurro è quella di sempre: break al secondo game e set in discesa, ma niente, oggi, è come al solito. Sinner subisce l’immediato, e inatteso, controbreak e si perde. Il numero due del mondo mette in fila un errore dopo l’altro, soprattutto con il dritto, e va sotto subendo un altro controbreak al settimo game, arrivando a perdere il set 6-4. 

Spizzirri riesce così a interrompere la striscia di 27 set consecutivi vinti da Sinner, ritrovandosi dove nessuno, alla viglia, pensava potesse arrivare. E il suo magic moment continua anche nel secondo parziale. L’americano ruba subito il servizio in apertura, ma l’azzurro reagisce e si prende l’immediato controbreak. Da quel momento l’inerzia cambia. Sinner piazza un altro break al quarto game e trova così l’allungo decisivo, che gli permette di conquistare il secondo set 6-3. 

Il terzo parziale invece è un film a sé. Il primo break è di Spizzirri al terzo game, poi, come da copione, c’è l’immediato controbreak dell’azzurro. Ma qui tutto cambia. Sinner chiede l’ingresso del fisioterapista e si fa massaggiare i polpacci, l’accenno di crampi cresce, gli afferra le mani e le gambe. Jannik non riesce a muoversi, fatica a camminare e Spizzirri ne approfitta. Ma proprio nel momento in cui l’americano si prepara al colpo del ko, il caldo supera la soglia che consente di giocare con il tetto aperto e sulla Rod Laver Arena tutto si ferma. Quei dieci minuti sono vitali per Sinner, che si fa trattare negli spogliatoi e torna in campo, riuscendo a trovare il break decisivo al nono game e chiudendo 6-4 un set da montagne russe. 

Nel quarto parziale Spizzirri prova a scuotersi, a eliminare dalla testa cosa sarebbe potuto essere senza quella pausa per la chiusura del tetto. Eliot trova un altro break al quarto game, Sinner lo recupera al quinto e sorpassa con il break del settimo gioco. È l’allungo decisivo, che mette la parola fine su una partita infinita, un film che ha cambiato più volte copione ma che ha mantenuto il lieto fine. Jannik chiude 6-4 e vola agli ottavi. 

 

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