(Adnkronos) –
L’era di Nicolas Maduro è finita, il Venezuela volta pagina dopo l’attacco degli Stati Uniti ordinato da Donald Trump e la cattura del presidente, accusato da Washington di narcotraffico. Secondo quanto prevede la Costituzione venezuelana, i poteri in teoria dovrebbero passare alla vicepresidente di Maduro, Delcy Rodríguez.
In realtà, tutte le carte sono in mano agli Stati Uniti. “Guideremo il paese fino ad una transizione sicura, propria e giudiziosa. Non vogliamo essere coinvolti, né che qualcun altro prenda il nostro posto e ritrovarci nella stessa situazione che abbiamo vissuto negli ultimi lunghi anni”, dice Trump.
Gli Usa guideranno il paese “per un periodo”, dice nella conferenza stampa di Mar-a-Lago facendo riferimento “alle persone dietro di me”: il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, il segretario di Stato, Marco Rubio, e il generale Dan Caine. Il presidente degli Stati Uniti cita la collaborazione con un “gruppo” non specificato. “Stiamo facendo tutto adesso. Stiamo parlando con le persone. Stiamo designando diverse persone e vi faremo sapere chi sono”.
E’ possibile ipotizzare un coinvolgimento dell’attuale vicepresidente Rodriguez, nominata da Maduro? “È essenzialmente disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere il Venezuela di nuovo grande”, dice Trump. Rodriguez, almeno in apparenza, mostra una posizione poco incline al compromesso e al dialogo: in un discorso alla tv venezuelana, chiede agli Stati Uniti “l’immediato rilascio del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores. L’unico presidente del Venezuela, Nicolas Maduro. Siamo pronti a difendere il Venezuela, siamo pronti a difendere le nostre risorse naturali”.
Il controllo totale degli Stati Uniti, con l’ipotesi di invio di truppe prospettato da Trump, azzera ogni scenario alternativo a quelli ideati da Washington. L’articolo 233 della Costituzione venezuelana prevede che, in “assenza assoluta” del presidente, la vicepresidente esecutiva, in questo caso Rodriguez, assuma il potere e indica elezioni entro 30 giorni. Il neoeletto presidente rimane in carica per un mandato completo di sei anni. Tale evoluzione appare possibile solo in caso di allineamento di Rodriguez all’indirizzo trumpiano.
L’opposizione a Maduro può recitare un ruolo di primo piano nel nuovo Venezuela. Trump ha già emesso un verdetto, tagliando fuori dai giochi Maria Corina Machado, premio Nobel per la pace: “Non gode di abbastanza rispetto nel paese”, la sentenza del presidente degli Stati Uniti. L’opposizione, che aveva definito Maduro un presidente illegittimo e aveva contestato i risultati delle ultime elezioni che lo avevano confermato alla guida del Paese, considera questo momento come un’opportunità cruciale e sostiene che il legittimo presidente sia il politico in esilio Edmundo Gonzalez, candidato alle elezioni 2024.
Gonzalez, accademico e diplomatico di lunga data, è ora in esilio in Spagna. Gonzalez è sostenuto da Machado. Parlando a Oslo il mese scorso dopo aver ricevuto il Premio, Machado ha affermato che il suo movimento si stava preparando per “una transizione ordinata e pacifica” una volta che Maduro se ne fosse andato.
A dicembre ha affermato che Gonzalez l’aveva invitata a ricoprire la carica di vicepresidente e che “la stragrande maggioranza” della polizia e delle forze armate avrebbe seguito gli ordini della nuova amministrazione una volta iniziata la transizione politica.
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