(Adnkronos) – Un'annata performante, quella del 2023, sul profilo qualitativo e organolettico, per la Sicilia del vino. A fronte di una vendemmia che, in tutta Italia, sarĂ  ricordata come la meno produttiva dal 1947. Anche la Sicilia, come tutto il Centro-Sud e le aree meridionali dell’Europa, ha subito cali di circa un terzo rispetto all'anno precedente. Come per le altre regioni, questi cali produttivi sono riconducibili alle condizioni meteo-climatiche sfavorevoli verificatesi nel periodo primaverile che hanno favorito la diffusione della peronospora.  Ma i produttori di quello che è il secondo 'vigneto' d’Italia per estensione, con 95.760 ettari coltivati, e la prima regione per superficie vitata bio, hanno dato il meglio di sĂ© attraverso il loro saper fare, puntando sulla ricchezza varietale e sulla diversitĂ  degli areali siciliani, mostrando capacitĂ  nel saper governare la complessa e sfidante situazione climatica. Nonostante la riduzione della quantitĂ , con un calo del 34,48% (totale della produzione Doc e Igt) rispetto allo scorso anno, hanno vinto identitĂ , territorio e qualitĂ . A tracciare il bilancio, nel corso della XX edizione di 'Sicilia en Primeur', l’evento dedicato all’anteprima dell’ultima annata, organizzato da Assovini Sicilia a CefalĂą dal 9 all’11 maggio, è stato Mattia Filippi, co-fondatore di Uva Sapiens, societĂ  che si occupa di consulenza vitivinicola. La vendemmia piĂą lunga d’Italia – cento giorni di raccolta – è iniziata nella parte occidentale dell’Isola nella prima decade di agosto 2023 e si è conclusa a fine ottobre nei vigneti dell’Etna. “Da questa annata 2023 berremo vini rossi con una forte identitĂ , bianchi con un profilo aromatico complesso, vitigni autoctoni sempre piĂą fedeli al territorio, internazionali dal nuovo e interessante profilo”, ha affermato Mattia Filippi.  I vini ottenuti dalla vendemmia 2023 – spiega il report di Mattia Filippi – si distinguono per le caratteristiche di essenzialitĂ , pulizia, chiarezza e definizione. Ne sono l’emblema il Grillo, che continua a manifestare la sua capacitĂ  di creare vini che evolvono positivamente nel tempo; un vitigno performante nelle riduzioni di quantitĂ  e che in questa vendemmia si è rivelato in vini dall’ampio spectrum aromatico e note tropicali piĂą pronunciate; il Catarratto che è sempre piĂą 'glocal' grazie ai suoi valori di grande autoctono (local) che incontra le caratteristiche del gusto internazionale (global). Nero d’Avola, Frappato, Nerello Mascalese e Perricone, poi, si stanno affermando come vini del futuro puntando su uno stile che unisce eleganza, versatilitĂ  e freschezza. La grande sorpresa – secondo il report di Mattia Filippi – è stato il vino prodotto dal vitigno Syrah, le cui uve hanno dimostrato una resistenza alle condizioni meteo-climatiche e un risultato che post vendemmia si è tradotto in vini dall’equilibrio acido-zuccherino e una maturazione eccellente. “E' stata un’annata viticola molto complessa e che ha messo in luce alcune criticitĂ  legate alla particolare aggressivitĂ  della peronospora, ma che ha anche rivelato un comparto produttivo ricco di competenze e che ha saputo interpretare ed esaltare le peculiaritĂ  di una vendemmia fuori dagli schemi”, ha commentato il Master of Wine Pietro Russo. Anche la presidente di Assovini Sicilia, Mariangela Cambria, ha sottolineato come “le aziende associate di Assovini Sicilia hanno dimostrato di saper gestire con competenza, know-how e tecnica, una situazione sfidante come l’ultima vendemmia". "Si è rivelato vincente l’approccio di prevenzione e la gestione oculata e attenta messa in atto dai produttori, nonchĂ© una serie di tecniche agronomiche e azioni di monitoraggio in grado di verificare anticipatamente le condizioni di stress idrico e di poter intervenire tempestivamente”, ha aggiunto. “Ancora una volta il 'sistema vino siciliano', rappresentato da Assovini Sicilia, ha fatto squadra e ha risposto con competenza e con i risultati alle difficoltĂ . Proprio per questo, l’edizione di 'Sicilia en Primeur' 2024 ('Cultivating the future') sarĂ  ricordata per l’architettura della vendemmia 2023 caratterizzata dallo stile 'Less is more', ha concluso Mattia Filippi, di Uva Sapiens.  —lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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