(Adnkronos) –
Svolta nell’inchiesta sulla morte di Franka Ludwig, la cittadina tedesca di 52 anni trovata senza vita il 2 luglio scorso lungo una strada sterrata nei boschi di San Godenzo, sul Monte Falterona, in provincia di Firenze.  

All’alba di martedì 13 gennaio i carabinieri del nucleo investigativo di Firenze e della compagnia di Pontassieve, su disposizione della Procura di Firenze, hanno eseguito due fermi di indiziato di delitto nei confronti di due fiorentini: il compagno della vittima, Emiliano Milza (52 anni), e una sua amica, Simona Hirsch, 59 anni, accusati di concorso in omicidio volontario premeditato. 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ritrovamento del corpo – inizialmente interpretato come un possibile incidente stradale – sarebbe stato in realtà l’esito di una messinscena studiata per simulare un investimento. La donna presentava profonde ferite al capo e a un arto, compatibili con colpi inferti con un corpo contundente, oltre ad abrasioni che avevano indotto a ipotizzare un sinistro. 

 

Le indagini, durate oltre sei mesi e condotte con metodi tradizionali, tecnici e scientifici, si sono avvalse anche di strumenti di cooperazione giudiziaria internazionale con Germania e Georgia. Sono state ascoltate più di 140 persone. Decisivo l’esito dell’autopsia, che ha evidenziato nel sangue della vittima elevate concentrazioni di un farmaco ipnotico, il narcotico benzodiazepinico. 

Per l’accusa, Milza sarebbe stato l’ideatore e il mandante del delitto, mentre Hirsch avrebbe avuto il ruolo di organizzatrice ed esecutrice materiale. I due avrebbero pianificato l’omicidio da tempo, con un movente di natura economica. A carico del compagno, gli inquirenti contestano un lungo percorso di manipolazione affettiva ai danni della Ludwig, conosciuta nel 2016, finalizzato alla sottrazione di denaro. Il rapporto avrebbe portato anche alla nascita di un figlio nel 2025, concepito tramite ovodonazione eterologa. 

A poco più di un mese dalla nascita del bambino, Milza avrebbe stipulato cinque polizze assicurative sulla vita della donna, prevedendo una clausola di triplicazione dell’indennizzo in caso di morte per incidente stradale. Il valore complessivo delle polizze supererebbe i tre milioni di euro. 

Il 2 luglio scorso, durante un soggiorno turistico organizzato sul Monte Falterona con il coinvolgimento dei familiari, la vittima sarebbe stata convinta a fare una passeggiata nei boschi insieme alla complice. Secondo la ricostruzione della Procura, la donna sarebbe stata prima sedata con una forte dose di sonnifero e poi trasportata in auto, in stato di semi-incoscienza, in un tratto isolato della strada provinciale 95 del Castagno. Qui sarebbe stata colpita ripetutamente alla testa con una grossa pietra e successivamente investita con il veicolo, nel tentativo di simulare un incidente, prima dell’abbandono del corpo. 

Contestualmente ai fermi, i carabinieri hanno eseguito perquisizioni domiciliari, locali e informatiche, sequestrando ingente materiale ora al vaglio degli inquirenti. Le perquisizioni hanno interessato anche un consulente del lavoro fiorentino, indagato per concorso in frode assicurativa, che avrebbe aiutato Emiliano Milza nell’individuazione delle compagnie e degli intermediari per la stipula delle polizze. 

Nel quadro accusatorio provvisorio vengono contestati, a vario titolo, anche i reati di maltrattamenti aggravati in ambito familiare, truffa aggravata e frode assicurativa. I due fermati sono stati condotti nel carcere fiorentino di Sollicciano e restano a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa della convalida del fermo e dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice. 

La vittima, residente in Toscana dall’inizio del 2025, era originaria della Germania, dove lavorava come estetista. Il figlio minore è stato affidato ai servizi sociali. 

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