“L’università di Oxford ha realizzato uno studio, pubblicato su Nature medicine nel febbraio 2026, in cui testava l’affidabilità dei sistemi di autodiagnosi automatica tramite chatbot. Il risultato è che, se la domanda è posta in maniera corretta, si arriva a una conformità delle risposte intorno al 90-95%. Tuttavia, se la domanda è posta da un comune paziente, la correttezza dei risultati crolla al 30%. Questo è un rischio che non possiamo permetterci di correre”. Così Andrea Violetti, presidente di Confassociazioni digital, intervenendo a Roma alla conferenza nazionale ‘Ai & cybersecurity in Sanità: orizzonti strategici e impatti verticali’, promossa in collaborazione con Siiam-Società italiana intelligenza artificiale in medicina con il supporto del senatore Francesco Zaffini, presidente X Commissione del Senato.

Rispondi