Il movimento delle Sardine si ferma, entra in stand-by. L’annuncio sulla pagina Facebook dove si dà appuntamento a Giovedì 19 per consegnare il loro “manifesto valoriale”. Inizialmente nato a parole in contrapposizione ai movimenti sovranisti e per contrastare l’ascesa di Salvini, il movimento aveva portato in piazza in maniera teleguidata un certo numero di persone. Tuttavia il movimento nei fatti si è disciolto come neve al sole, fra lotte interne e totale incapacità di proporre qualcosa in termini politici e sociali.

Ora Sartori, il leader di facciata delle Sardine, ha affidato a Facebook in un lungo post, le motivazioni di questa messa in pausa del movimento: “conscio che non piaccio a tutti, conscio che qualcuno preferisce farmi le scarpe e screditare alle spalle me e le persone che mi supportano” scrive in un passaggio del suo lungo post. “Ma sono consapevole che purtroppo, per quanto abbia provato per mesi a cercare di mediare tra le idee di tutti, non riesco a distaccarmi dall’idea precisa che ho sempre avuto delle sardine. So di essere in minoranza. So che molti di voi non si sentono a proprio agio nella dimensione puramente etica e culturale della politica. Non vi bastano le piantine, avete idee molto strutturate, sapete un sacco di cose. Vi invidio per questo. Ma sento che più prendiamo la direzione politica più finiamo per imitare gli altri. Più rincorriamo i like più caschiamo nella trappola del narcisismo”, rivendica Santori.

“Nelle piazze delle sardine ci sono innovazione, purezza, novità” scrive ancora, “c’è coinvolgimento. Non c’è la paura di non riuscire, ma l’eccitazione di chi ci prova per la prima volta. Nelle petizioni, nei post eterni e nelle prese di posizione io spesso colgo solo tanta frustrazione e saccenza. Ma capisco che sia un mio limite”.

“Il manifesto valoriale è pronto. Ma abbiamo capito che un manifesto politico oggi porterebbe a nuovi litigi, a tante incomprensioni e una marea di chiacchiere sterili. Stessa cosa per la struttura. È necessario organizzarci, ma la struttura a cui abbiamo lavorato è oggettivamente precoce per un gruppo di persone che manco si fidano tra loro, né si conoscono. In tutto questo è quasi giugno, veniamo da tre mesi di schermi, video call, lettere e bozze di manifesti”. “La vita riparte e le truppe sono stanche – ammette -. Non voglio assumermi la responsabilità di generare una massa di frustrati rabbiosi che passa più tempo sul web che nella vita reale. Il lockdown è finito e la politica può aspettare, perlomeno quella fatta a parole. Ho sempre avuto un’idea precisa di quel che avrebbero dovuto essere le sardine da grandi, e forse ho sbagliato ad aspettare tutto questo tempo a dirvela. Ma, che ci crediate o no, mi interessava davvero sapere cosa ne pensava ciascuno di voi”.

Una uscita di scena che non lascia alcuna traccia. Le sue parole ammettono tutti i limiti di una “organizzazione” che è stato tutto e il contrario di tutto, spesso anche strumentalizzata dalla sinistra per il proprio tornaconto elettorale. Un altro prodotto evaporato del quale non sentiremo assolutamente la mancanza.

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