“I pazienti possono avere accesso a questi anticorpi monoclonali grazie a un decreto ministeriale che permette l’impiego del farmaco. Una seconda possibilità arriva da una casa farmaceutica che ha offerto una serie di trattamenti compassionevoli. La terza chance di accesso si riferisce ai trial clinici di altri farmaci che rimuovono l’amiloide, ma che non sono ancora approvati a livello europeo e internazionale. In generale, a trarre  il meglio da questi trattamenti sono i pazienti “in fase iniziale di malattia, che hanno minimi disturbi che non hanno ancora impattato sulla loro qualità di vita e sulle loro funzioni cognitive”. Queste le parole di Massimo Filippi, professore ordinario di Neurologia, università Vita-Salute San Raffaele e direttore Unità operativa di Neurologia, Irccs ospedale San Raffaele di Milano, in merito all’iter ancora aperto sulla rimborsabilità del farmaco anticorpi monoclonali per Alzheimer.

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