Ci sono date che restano impresse nella memoria collettiva come cicatrici indelebili, capaci di andare oltre il tifo e il colore di una maglia. Per il mondo del calcio, e per il nostro territorio, il 29 maggio 1985 è una di queste. Quella sera, a Bruxelles, la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool si trasformò in un dramma assurdo. A distanza di oltre quarant’anni, il comune di Rivoli ha deciso di rendere omaggio a chi non è mai tornato da quella trasferta, approvando una mozione per dedicare uno spazio cittadino alle vittime di quella notte.
La decisione del Consiglio Comunale di Rivoli
L’iniziativa è nata da una mozione di Fratelli d’Italia, presentata dal consigliere Federico Depetris e votata favorevolmente dall’assemblea cittadina. L’atto impegna ufficialmente l’Amministrazione a individuare, nei prossimi mesi, un’area pubblica da intitolare alle “Vittime dello Stadio Heysel”.
Non si tratta di una semplice formalità, ma di un atto che tocca da vicino la comunità locale. Molte delle trentanove persone che persero la vita in Belgio provenivano infatti da Torino e dalla sua provincia, rendendo quel lutto un dolore profondamente radicato nel tessuto sociale della zona.
Cronaca di una tragedia ingiustificabile
Durante la seduta del Consiglio, il relatore Federico Depetris ha ripercorso quei momenti concitati che cambiarono per sempre la percezione della sicurezza negli stadi. Quella che doveva essere una serata di festa e orgoglio sportivo si sbriciolò sotto il peso delle cariche della tifoseria inglese e del cedimento strutturale del settore Z del vecchio impianto di Bruxelles.
Il bilancio finale fu drammatico: 39 vittime innocenti e oltre 600 feriti. Un’aggressione violenta, perpetrata dagli hooligans britannici contro famiglie e spettatori pacifici, che violò persino i codici non scritti del tifo organizzato dell’epoca, trasformandosi in un attacco vigliacco.
“La tragedia dello stadio Heysel ha segnato la memoria collettiva italiana, torinese e rivolese”, hanno ricordato i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Valerio Calosso, Vincenzo Vozzo e Federico Depetris, sottolineando il dovere morale di conservare il ricordo di quel dramma.
Il contesto storico: quell’impianto inadeguato
Un dettaglio che spesso si dimentica è che lo stadio Heysel, già nel 1985, mostrava evidenti segni di usura. Costruito negli anni Venti, non era strutturalmente pronto a ospitare un evento di tale portata, con muretti fragili e vie di fuga insufficienti. Quell’evento drammatico divenne, purtroppo, il punto di svolta che costrinse l’Europa a riscrivere completamente le norme sulla sicurezza negli stadi, introducendo i posti numerati e l’eliminazione delle barriere restrittive che avevano intrappolato i tifosi.
Un monito per le generazioni future
La scelta di Rivoli di dedicare un luogo fisico alle vittime dell’Heysel va oltre la memoria sportiva. Diventa un simbolo per ricordare alle nuove generazioni che lo sport deve rimanere uno spazio di condivisione e mai di violenza. Nei prossimi mesi la giunta comunale stabilirà quale piazza, via o parco della città porterà il nome dei 39 angeli di Bruxelles, offrendo ai cittadini un luogo di riflessione per non dimenticare.


































