In questi giorni sta spopolando su Amazon Prime il “reality” comico “LoL: chi ride è fuori!”. Che con alcune battute sta riempiendo i social di meme che lo riguardano.

Dopo un’attenta analisi si può notare come molti sketch sono rivisitazioni dalle altre edizioni in giro per il mondo. Tra cui il numero da mago del comico romano Lillo. O il costume indossato in tutte le puntate da Elio, che lo vede incorniciato nel dipinto più celebre al mondo, “La Gioconda”.

Lol, nessun plagio ma libertà degli artisti

Lillo, in sua discolpa, in un’intervista rivela che i produttori avevano dato carta bianca per quanto riguardava le esibizioni all’interno del programma. E lui ha copiato in parte il numero messo in scena da un suo collega tedesco nell’omonimo programma.
Per quanto riguarda Elio invece, il “travestimento” da lui utilizzato è identico sempre ad un protagonista tedesco. Che lo ha utilizzato a sua volta per quasi l’intera totalità delle riprese.

Fatto sta che quando i comici nostrani hanno sfoderato delle perle dal proprio repertorio hanno strappato qualche risata.
Ovviamente in un contesto simile, in cui bisogna far sorridere l’avversario, non bastano sicuramente un costume bizzarro o dei numeri visti e rivisti di finta magia. Ma si può dire che, nella versione italiana del programma, i protagonisti hanno aggiunto del loro per rendere il contesto più divertente.

La foto della “sera prima”

Tralasciando dunque i “plagi”, tutto sommato è un programma riuscito abbastanza bene. Con delle pecche nel girato, in cui si vedono esplicitamente alcuni protagonisti accennare sorrisetti dall’inizio e non essere ammoniti. Oltre che il casertano Frank Matano, che il giorno prima dell’uscita sulla piattaforma si è lasciato sfuggire una foto a cena con tutti i componenti del cast. Con la dicitura “il giorno prima”. Mentre invece all’entrata erano tutti stupiti di vedere i co-protagonisti.

Il conduttore Fedez, inoltre, più volte ha fatto notare come alcune battute fatte non facessero affatto ridere, Ma per via del contesto, le emozioni fossero molto più amplificate.

In quest’epoca di censure però, c’è da dire che fanno ancora più ridere, a confronto, programmi più datati. In cui le battute non avevano freni o peli sulla lingua, più d’impatto e più divertenti. Mentre quelle sfornate dal programma fanno ridere come tormentone oppure nell’immediato, ma senza un seguito negli anni.

Per esempio le “battute regolari” di Christian De Sica, o le parole “politicamente scorrette” in alcuni girati, rimarranno nella storia della comicità italiana. Probabilmente non sarà lo stesso per un “hai cacato?” o un “so lillo”.

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