(Adnkronos) –
Si potranno sciogliere le Camere anche durante il semestre bianco, negli ultimi sei mesi di mandato del presidente della Repubblica. E' quanto prevede l'art. 3 del ddl Casellati sul premierato, appena votato dall'Aula di Palazzo Madama. Il via libera dopo la bocciatura dei circa duecento emendamenti dell'opposizione relativi. Via libera del Senato anche all'art. 4 del ddl Casellati, relativo alla controfirma degli atti del capo dello Stato, che non sarà più necessaria per alcuni di questi, come la nomina del presidente del Consiglio dei ministri, la nomina dei giudici della Corte costituzionale, la concessione della grazia e la commutazione delle pene e altri. Un rafforzamento delle prerogative del Colle, che deriva da un emendamento firmato dal senatore Marcello Pera.  L'attuale articolo 89 della Costituzione stabilisce che "nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità". Ora viene previsto che "gli atti del Presidente della Repubblica sono controfirmati dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità". Mentre -questa la novità – "non sono controfirmati la nomina del Presidente del Consiglio dei ministri, la nomina dei giudici della Corte costituzionale, la concessione della grazia e la commutazione delle pene, il decreto di indizione delle elezioni e dei referendum, i messaggi alle Camere e il rinvio delle leggi". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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