Alcuni baristi non si arrendono e rilanciano sul green pass: “Qui non chiediamo il green pass. Ce l’hai? Bene! Non ce l’hai? Va bene uguale! Noi vogliamo solo fare il nostro lavoro, che non è quello di fare i controllori”. La pensano così al cocktail bar “Fuera” in via Bonelli, nel centro di Cuneo.

Sull’ingresso il messaggio sui due manifestìni è chiaro: #ilpassnonpassa. Il titolare Fabrice Tribbioli, 50 anni, già in inverno aveva collezionato ben 4 multe per complessivi 2.000 euro. A ciò ha aggiunto due decreti di chiusura aderendo, tra l’altro unico in città, alla protesta #ioapro, durante il lockdown.

Il “Fuera” di Cuneo contro il green pass

In vista di venerdì, giorno di entrata in vigore del famigerato pass verde, la nuova protesta del gestore: “L’assurdità è che al chiuso serve il green pass, fuori no. – Dice Tribbioli – che i clienti sono obbligati ad averlo, baristi e camerieri no. Ma il tema è un altro: non me la sento di fare lo sceriffo, non sono abilitato a farlo e ritengo questa forma di controllo una violazione della privacy. Chiunque può scaricare l’App e tramite il Qr Code risalire ai dati sensibili. Poi non è detto che il codice sia autentico. Perché – prosegue Tribbioli – devo perdere tempo e rischiare fino a mille euro di multa per queste verifiche? Le facciano le forze dell’ordine, entrino e se qualcuno non ha il pass lo sbattano fuori. Non mi assumo la responsabilità”.

Essere contro il green pass, non significa necessariamente essere a priori contro il vaccino: “Sono per la massima libertà di scelta – dice il barman -. Finché non sarà obbligatorio, non lo farò, anche se ci stanno mettendo nelle condizioni di doverlo fare per forza. E ci stanno mettendo l’uno contro l’altro. Venerdì la mia porta sarà aperta a tutti, vaccinati o no”.

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