Mercoledì 10 febbraio ricorre il giorno del ricordo delle vittime delle Foibe: la giovane Norma Cossetto rappresenta il simbolo di queste barbarie. Il 10 febbraio alle ore 18 si è svolta la messa in ricordo degli italiani barbaramente uccisi, torturati ed infoibati dai comunisti di Tito nella Chiesa Maria Ausiliatrice di Rivoli.

Il Vice Sindaco della città rivolese Laura Adduce (Lega) ha affermato: “oggi ricordiamo la sofferenza di un popolo, dei nostri fratelli. Dopo tanti anni di silenzio, di negazionismo, nel 2004 venne istituita dal Parlamento la legge. Che ha la finalità di ‘conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale’.

Migliaia di italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia furono costretti a subire terribili violenze durante l’occupazione del regime comunista jugoslavo di Tito. In quelle regioni di confine si scatenò una persecuzione contro gli italiani. Che si risolse con una vera e propria pulizia etnica ai danni di una popolazione inerme. Una vera tragedia nazionale alla quale non venne dato il dovuto rilievo. La maggior parte degli esuli furono accolti nel Nord del Paese, in particolare Friuli-Venezia Giulia, ma anche Lombardia e Piemonte. Grazie alla lotta degli esuli e dei loro discendenti, sia pure con lentezza e fatica, il triste capitolo delle Foibe e dell’esodo è uscito finalmente fuori dall’ombra. Ed è entrato a far parte della memoria, della storia nazionale”.

Rivoli, Adduce cita Norma Cossetto

Come donna delle istituzioni, ci tengo nel ricordare tra le numerose vittime, una giovanissima studentessa universitaria istriana, Norma Cossetto. Uccisa dopo aver subito atroci violenze e gettata in una delle tante anonime foibe. Ed è proprio su questi tragici eventi, sulla conservazione della memoria, che le istituzioni e la società devono agire per far capire alle nuove generazioni che una società può crescere solo se fondata su valori e principi universali. Come la democrazia, l’uguaglianza, la giustizia, la libertà e la pace.

Rivoli ha una tradizione di profondo rispetto di questi valori ed è proprio per questo motivo che siamo qui, oggi, per ricordare quei tragici fatti e per rivolgere un pensiero alle vittime di quella atroce persecuzione. L’odio, la vendetta, generano solo altro odio e violenza. Quelle zone del cosiddetto “confine orientale” sono state per anni, dopo la fine della seconda guerra mondiale, terre di confine non solo tra due Paesi, ma anche tra due ideologie. E due diverse visioni del mondo. Oggi non è più così.

Oggi quei territori della ex Jugoslavia appartengono alla Slovenia (in questo stato si trova Kranj, una delle città gemellate con Rivoli) e alla Croazia. Due Paesi che hanno scelto di entrare nell’Unione Europea condividendo con la nostra Nazione amicizia e collaborazione. Creando così una grande Europa di popoli con meravigliose tradizioni e culture diverse”.

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