Una lite per futili motivi di vicinato è degenerata in una scena di violenza estrema venerdì mattina a Ivrea. Fuori da un bar di piazza I Maggio, una donna di origine nigeriana di 42 anni ha aggredito brutalmente una connazionale di 49 anni, arrivando a staccarle di netto la falange di un dito con un morso. Il tutto è avvenuto sotto gli occhi del figlio dell’aggressitrice, un bambino di appena sette anni.

Dal pedinamento all’aggressione con l’ombrello

I dissidi tra le due donne, entrambe residenti nel quartiere Bellavista, covavano da tempo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della stazione di Ivrea-Banchette, la mattina di venerdì 21 agosto la 42enne ha deciso di mettersi sulle tracce della rivale. Insieme al figlioletto, ha iniziato un vero e proprio pedinamento partendo da un autobus di linea, seguendo la vittima fino in centro città.

In piazza I Maggio la 49enne si era appena seduta a un tavolino, in attesa di iniziare il proprio turno di lavoro. Al primo scambio di sguardi sono volati gli insulti e in pochi secondi si è passati alle vie di fatto. La 42enne ha prima colpito la connazionale al corpo e alla testa con un ombrello, con una violenza tale da mandarne in frantumi l’asta e il manico. Poi si è scagliata fisicamente contro la rivale: le ha afferrato il braccio e con un morso le ha tranciato la falange dell’indice della mano destra, sputandola a terra.

La reazione e l’arresto

Nel disperato tentativo di difendersi, la 49enne ha estratto dallo zaino una bomboletta di spray al peperoncino. Spruzzando la sostanza urticante ha colpito l’aggressrice ma, inevitabilmente, anche il bambino che assisteva alla scena.

Il titolare del bar e i passanti hanno dato immediatamente l’allarme. All’arrivo delle pattuglie e della sezione Radiomobile, i militari si sono trovati di fronte a una scena cruda: la vittima sotto shock e in un lago di sangue, e la 42enne in forte stato di agitazione.

La donna ferita è stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso di Ivrea, dove i medici hanno dovuto constatare l’amputazione traumatica e irreversibile del dito, stilando una prognosi di venti giorni. Il bambino, soccorso sul posto per gli effetti dello spray, è stato successivamente affidato al padre.

La responsabile, rilevata la pericolosità dell’azione, è stata arrestata in flagranza per porto di oggetti atti a offendere e lesioni personali gravissime. Su disposizione della procura eporediese, la 42enne è stata trasferita nel carcere torinese Lorusso e Cutugno. A seguito del giudizio direttissimo, nei suoi confronti è scattato anche il divieto di avvicinamento alla vittima.

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