Il Salone d’Onore del CONI a Roma ha fatto da cornice a un evento che unisce il mondo del grande sport a quello dell’accademia internazionale. I massimi vertici del movimento olimpico e dirigenziale italiano hanno ricevuto le Lauree Honoris Causa dall’ACS-ASOMI College of Sciences, un riconoscimento che premia non solo i risultati sul campo, ma la capacità di gestire, comunicare e innovare la complessa macchina dello sport moderno.
Davanti a una platea ricca di atleti, autorità e figure chiave delle federazioni, il presidente dell’ateneo Dario Silvestri ha celebrato una sessione solenne nata con un obiettivo preciso: valorizzare il dialogo continuo tra ricerca scientifica, alta formazione e sport di vertice.
I tre dottorati alla guida del movimento olimpico e calcistico
Il momento centrale della cerimonia ha visto il conferimento del Doctorate in Sport Governance and International Relations. A ricevere il titolo sono state tre figure che stanno tracciando la rotta della diplomazia sportiva.
Il rettore e il corpo docente hanno insignito Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, celebrando la sua doppia anima: quella dell’atleta olimpico (ha gareggiato nella canoa a Mosca 1980) e quella del manager rigoroso. Una sintesi rara, capace di unire la passione agonistica alla trasparenza amministrativa.
Accanto a lui, il riconoscimento è andato a Giovanni Malagò, figura centrale della diplomazia olimpica, già alla guida del Comitato di Milano-Cortina 2026 e recentemente eletto alla presidenza della FIGC. L’ateneo ha voluto sottolineare il suo ruolo cruciale nel traghettare lo sport italiano attraverso stagioni complesse, mantenendo sempre una forte visione internazionale.
Il terzo dottorato è stato consegnato a Ivo Ferriani, membro del CIO e presidente della IBSF (la federazione internazionale di bob e skeleton), lodato per il suo lavoro mirato a rendere le federazioni mondiali più sostenibili e trasparenti. Nella stessa sessione, un titolo speculare è stato assegnato a Mohammed Jalood Al Shammari, presidente della Federazione Internazionale di Sollevamento Pesi (IWF).
L’origine della corona d’alloro
La consegna di una laurea d’onore a un atleta o a un grande dirigente richiama una tradizione che affonda le radici nell’antica Grecia. Durante i Giochi Olimpici dell’antichità, i vincitori non ricevevano medaglie d’oro, ma una corona di ramoscelli d’ulivo selvatico (kotinos). Successivamente, a Roma, si passò all’alloro, pianta sacra ad Apollo e simbolo di sapienza e gloria. Ricevere oggi una laurea “alloro” d’onore al Salone del CONI rappresenta la perfetta evoluzione di quel rito: il riconoscimento del valore intellettuale e strategico che sta dietro al trionfo fisico.
Dai ring al Mr. Olympia: i titoli in Scienze Motorie e Comunicazione
L’ASOMI College ha allargato lo sguardo anche alle discipline applicate e alla narrazione dello sport. Il Bachelor of Science in Sports Sciences and Human Performance è stato infatti conferito a tre professionisti dell’eccellenza fisica:
- Giovanni De Carolis, storico pugile italiano e già campione del mondo WBA dei pesi supermedi nel 2016.
- Andrea Presti, l’atleta IFBB Pro che ha riportato l’Italia sul palco del Mr. Olympia a Las Vegas, interrompendo un digiuno nazionale lungo ben ventotto anni.
- Angelo Zullo, militare dell’Esercito Italiano ed esperto nei protocolli di Human Performance.
Per il settore dei media, il Doctorate in Sports Communication and Journalism è andato a Gianluca Meola, giornalista e media strategist, premiato per la sua abilità nell’evolvere le strategie di management applicate alla comunicazione sportiva.
La transizione verso una visione sempre più scientifica dell’allenamento è stata rimarcata anche dalla presenza di Antonio Urso (nominato ufficialmente alla guida del Dipartimento di Sport and Exercise Science del College) e del professor Massimiliano Febbi.
L’evento del Salone d’Onore testimonia come lo sport contemporaneo non possa più prescindere dalle competenze accademiche. Dietro a una medaglia o a una candidatura olimpica riuscita non ci sono solo i muscoli o l’intuito, ma un patrimonio di studi, diplomazia e management che l’università ha il compito di certificare e tramandare alle prossime generazioni di professionisti.





































