I risultati dello studio di fase 3 Volga, presentati al Congresso Esmo di Madrid, aprono nuove prospettive per i pazienti con tumore della vescica localizzato che non possono ricevere la chemioterapia standard. “La combinazione di enfortumab vedotin e durvalumab ha mostrato benefici significativi sulla sopravvivenza e sul tempo libero da malattia. È un dato che aspettavamo molto – spiega Marco Maruzzo, direttore dell’Oncologia 3 dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova – perché riguarda pazienti per i quali finora le opzioni erano limitate e spesso la chirurgia rappresentava l’unico trattamento”.

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