“Mi hanno chiamato adesso i carabinieri: li hanno presi. Gli assassini di mio fratello sono stati arrestati e adesso spero che marciscano in galera”. Lo dice Enrico Mottura, fratello di Roberto, l’architetto ucciso lo scorso giugno da tre uomini che aveva sorpreso a rubare nella sua abitazione di Piossasco, nel Torinese. “Spero davvero che questa storia sia arrivata ad una svolta. Lo spero per la famiglia di mio fratello, per i miei genitori, per tutti noi.

Questi mesi sono stati terrificanti, aggiunge l’uomo in una intervista al quotidiano La Stampa.
“Sono dei ladri. Una banda di ladri che andava in giro armata. Ma ci pensa: per un furto questi ammazzano una persona per portare via quattro oggetti. È pazzesco tutto questo”, dice il fratello della vittima. La convalida dei fermi è attesa nelle prossime ore. “Contento? Sì, certo. Anche se, alla fine di tutto, questa è una magra, magrissima soddisfazione. Perché mio fratello non c’è più, e c’è una famiglia distrutta da tutto questo dolore – dice il fratello della vittima – Quantomeno quella gente non è più in giro a fare altri danni. Adesso sono rinchiusi dentro una cella e ci resteranno, spero”.

Per voltare pagina, però, ci vorrà del tempo. “La strada è ancora molto lunga. E poi bisognerà sostenere mio padre e mia madre: hanno perso un figlio. Sono anziani, è stata una batosta pesantissima per tutti, certamente, ma per loro in particolare…”.

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