Il Comitato Tecnico scientifico ha deciso che i ristoranti potranno aprire anche la sera, in zona gialla. Si attende solo l’ok Governo. L’idea per le nuove regole sarà che l’apertura al pubblico, solo entro le 18, sarà caratteristica della zona arancione.

Ovviamente non si sanno i tempi, a causa della crisi del governo. Finchè il nodo Giuseppe Conte e Mario Draghi non si srotola, l’unica certezza è che il regolamento attuale vale fino al 5 Marzo. Ma finalmente le richieste di tutte le associazioni di categoria potrebbero essere ascoltate. E diventare decreto. La domanda ricorrente dei ristoratori era proprio “cosa cambia far mangiare all’interno a pranzo o cena? Se rispetto le norme?”.

Ristoranti aperti in zona gialla la sera

“I nuovi criteri di valutazione – sottolinea Banchieri, Confesercenti – segnano un cambiamento importante nell’approccio alla questione sicurezza nei pubblici esercizi. Adesso ci aspettiamo che la novità venga recepita al più presto in un provvedimento legislativo, che elimini anche le inique restrizioni sulla vendita d’asporto che colpiscono le enoteche. Dopo un anno terribile, le imprese della somministrazione vogliono tornare a lavorare in sicurezza”.

“In attesa di segnali concreti da parte del governo si tratta di un risultato importante ottenuto grazie ad un confronto molto intenso e propositivo. I ristoratori torinesi sono pronti a riaprire in totale sicurezza fino alle 22, nel massimo rigore sull’applicazione delle misure di sicurezza sanitaria”, aggiunge il direttore di Epat Torino, Claudio Ferraro.

Precisazioni del CTS

Per il CTS la situazione epidemiologica, “pur mostrando una lieve diminuzione dell’incidenza nel paese, evidenzia ancora un rischio moderato/alto con un elevato impatto sui servizi assistenziali nella maggior parte delle regioni e province autonome”. Si sottolinea anche come il settore della ristorazione “presenta alcune criticità connesse all’ovvio mancato uso” delle mascherine, con “potenziale aumento del rischio in presenza di soggetti asintomatici”.

Apertura sì, quindi, ma molta attenzione alle norme sanitarie.

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