(Adnkronos) – “Se non si risolve la crisi nel Golfo, e arriviamo a fine anno, al rischio di recessione abbiamo quasi certezza di arrivarci”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine dell’evento ‘India-Italy: business partner, brighter future’, organizzato a Milano da ‘Il Sole 24 Ore’ e Banco Bpm. “Noi – ricorda Orsini – lo avevamo giĂ detto quasi un mese fa; se la guerra si fosse conclusa velocemente saremmo allo 0,5% del Pil; se continuassimo così per ancora altri tre mesi saremmo a uno zero, ma se arriviamo a fine anno, al rischio di recessione abbiamo quasi certezza di arrivarci”.Â
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Il presidente di Confindustria mette anche in guardia sulla mancanza di alcuni prodotti. “Parlando con il presidente di Federdistribuzione in questi giorni, ho appreso che sugli scaffali, in Sicilia, cominciano a mancare alcuni prodotti”, ha detto Per questo, ha continuato, “dico che l’Europa si deve svegliare: abbiamo bisogno che comunque si costruisca un percorso. E ancora oggi leggo che ci sono consigli ai Paesi su cosa fare sull’energia, io mi aspetto invece una cosa diversa dall’Europa. L’Europa oggi deve dare con chiarezza e certezza misure di aiuto soprattutto a quei Paesi che sono un po’ piĂą indietro sull’energia”. “Noi abbiamo giĂ un grande problema sull’alluminio. Cominciano a mancare prodotti che arrivavano dal Golfo”, ha spiegato. La chiusura dello stretto di Hormuz “per noi è un problema – ha evidenziato Orsini – perchĂ© lì avevamo un interscambio di 32 miliardi con un saldo positivo di 11 miliardi, quindi per noi ovviamente è un problema”.Â
“In Italia – ha detto Orsini – dobbiamo fare i compiti a casa, perchĂ© noi dobbiamo cercare subito l’area idonea per il fotovoltaico, le rinnovabili e l’eolico. Credo che sia fondamentale mettere a terra tutto ciò che è possibile sul tema dell’energia, perchĂ© ci aspettiamo che l’Europa possa dare delle garanzie europee alle banche dei vari Stati per poter costruire dei nuovi impianti”. “Quello che dobbiamo fare oggi è costruire impianti – ha sottolineato Orsini – ma se neanche noi politicamente, tra tutti i partiti politici, non riusciamo a trovare l’area idonea, capite che è un problema. Poi è logico” bisogna puntare sulle “nuove tecnologie, sul micro reattore nucleare, ma ci vogliono dieci anni. Quindi quello che si può fare, anche riaprire le centrali a carbone. Se oggi serve riaprire le centrali a carbone per poter dare benefici alle nostre imprese, va fatto. PerchĂ© ricordo che la Germania lo sta facendo”.Â
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