Emanuel Jashar, 21 anni, ha lasciato il carcere per i domiciliari. Angelo Russo, 24 anni, lotta tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione del Cto di Torino. A una settimana dal pestaggio nel dehor di corso Francia a Collegno, a rompere il silenzio è la madre del giovane arrestato. “Mio figlio piange tutto il giorno, vogliamo solo che Angelo si svegli ed esca dall’ospedale”, racconta la donna.
La spedizione punitiva e il coma
La notte tra il 21 e il 22 agosto, l’area esterna del Miss Pizza Kebab si è trasformata nel teatro di una brutale aggressione. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, tutto nasce da una spedizione punitiva dettata dalla gelosia. Jashar, che è un esperto di arti marziali, ha sferrato un pugno violentissimo al volto di Russo. Il 24enne, cadendo, ha battuto con forza la testa contro una colonna, riportando una gravissima emorragia cerebrale.
La gip Alessandra Salvadori ha concesso gli arresti domiciliari al 21enne, motivando però la decisione con il “concreto pericolo di reiterazione di condotte violente contro la persona”. Dal suo rientro a casa, la famiglia descrive un ragazzo chiuso nel rimorso. “Lui piange e prega che Angelo si svegli, e anche noi lo facciamo”, prosegue la madre. “Siamo distrutti dopo quanto accaduto. Mio figlio è un bravo ragazzo, non voleva far del male e ora dovrà andare dallo psicologo”. La donna aggiunge un dettaglio sulla dinamica: “Emanuel pratica arti marziali, ma non ha dato il pugno in maniera forte. Ora il nostro unico interesse è che quel povero ragazzo si riprenda dal coma, per il resto ci saranno le indagini”.
Le due versioni a confronto
Proprio sulle indagini restano però dei nodi centrali da sciogliere. Ai carabinieri, subito dopo l’arresto, Jashar ha giustificato il gesto sostenendo di voler “punire” Russo. Il motivo? Aveva saputo che, qualche sera prima, il 24enne aveva dato due schiaffi a una ragazza.
I testimoni presenti a Collegno raccontano tuttavia una storia diversa. Il vero bersaglio della spedizione sarebbe stata l’ex fidanzata dell’aggressore, allontanatasi a piedi poco prima insieme a Giovanni Russo, fratello della vittima. Angelo, secondo chi ha assistito alla scena, si era avvicinato in modo tranquillo a Jashar per calmare gli animi, finendo per subire il colpo devastante.
Mentre le forze dell’ordine e gli avvocati lavorano per chiarire le responsabilità esatte e la sequenza dei fatti, l’attenzione della comunità resta concentrata sul Cto: le condizioni di Angelo sono stazionarie e la prognosi resta riservata.





































