(Adnkronos) –
In Italia “si conferma che, allo stato attuale, non sono noti casi umani di infezione da virus Shamonda nel territorio nazionale”. E’ quanto si precisa in una circolare del ministero della Salute, predisposta dopo l’identificazione in Francia del primo caso umano documentato di infezione da virus Shav. Il documento punta ad alzare il livello di attenzione e fornisce indicazioni per la sorveglianza umana e veterinaria nel nostro Paese, dove da questa estate è stata segnalata la presenza del virus in diversi allevamenti di bovini. Â
In primo luogo il ministero precisa che “alla luce delle evidenze attualmente disponibili, la valutazione del rischio per la salute pubblica associato all’infezione da virus Shamonda presenta ancora significativi elementi di incertezza”. Il primo caso umano documentato in Francia “si è verificato in un paziente gravemente immunocompromesso e, pertanto, le caratteristiche cliniche e la gravitĂ dell’infezione osservate non possono essere considerate rappresentative delle possibili manifestazioni della malattia nella popolazione generale – si puntualizza – Peraltro, attualmente, sulla base dell’unico caso osservato non vi sono evidenze sufficienti per valutare in quale misura Shav infetti le persone o provochi malattie. Le informazioni attualmente disponibili non consentono di definire in maniera affidabile l’entitĂ del rischio per la salute pubblica, nĂ© di stabilire la frequenza delle infezioni umane, il relativo spettro clinico e le possibili modalitĂ di trasmissione”. Sebbene infatti “la trasmissione attraverso vettori del genere Culicoides rappresenti un’ipotesi plausibile, tale modalitĂ di trasmissione all’uomo non è stata finora dimostrata. Permangono inoltre incertezze rispetto ad altre possibili vie di acquisizione dell’infezione, inclusa quella trasfusionale”.Â
In tale contesto, spiega dunque il ministero nella circolare, “le autoritĂ sanitarie internazionali sottolineano l’importanza di mantenere un’adeguata attenzione epidemiologica, favorire l’approfondimento diagnostico di eventuali casi sospetti e assicurare il tempestivo scambio di informazioni tra i servizi di sanitĂ pubblica e quelli veterinari, secondo un approccio integrato One Health”. Da qui le indicazioni per la sorveglianza. “Il ministero della Salute – si legge nel documento firmato dal Capo dipartimento della Prevenzione, Ricerca ed emergenze sanitarie, dal Dg Prevenzione e dal Dg SanitĂ animale – segue costantemente l’evoluzione della situazione in collaborazione con il Cesme (Centro di referenza nazionale per le malattie esotiche degli animali), l’Istituto superiore di sanitĂ , l’Inmi Spallanzani, l’Inail e con il supporto del Gruppo operativo arbovirosi (Goa). Le indicazioni potranno essere aggiornate sulla base delle nuove evidenze epidemiologiche e scientifiche”. Â
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