Dopo il blackout che ha colpito Torino, lasciando al buio migliaia di cittadini e attività commerciali, il Sindaco Stefano Lo Russo ha scelto di puntare il dito contro i vertici del gruppo Iren.

Una reazione comprensibile. Quando si verificano disservizi di questa portata, i cittadini hanno il diritto di pretendere spiegazioni e responsabilità. Quello che sorprende, però, è il tentativo di rappresentare la vicenda come se la politica torinese fosse una spettatrice esterna.

Perché c’è una domanda che continua a rimanere senza risposta: chi ha contribuito a costruire gli assetti di governo delle grandi partecipate che oggi vengono messe sotto accusa?

Le nomine nei Consigli di Amministrazione e il ruolo della politica

I Consigli di Amministrazione delle società partecipate non si nominano da soli. Non nascono per caso. Non compaiono per generazione spontanea.

Sono il risultato di equilibri, indicazioni, rapporti istituzionali e decisioni maturate all’interno di un sistema nel quale la politica esercita inevitabilmente un ruolo. Ed è proprio per questo che colpisce leggere certe dichiarazioni.

Nel mondo Iren operano figure tutt’altro che sconosciute alla politica locale.

Chi governa le partecipate? I nomi legati alla politica di Torino

Ettore Bompard siede nel board di IRETI, la società che gestisce le reti energetiche del gruppo.

Enzo Lavolta, ex assessore del Comune di Torino e storico esponente del centrosinistra cittadino, ricopre la carica di Presidente di Iren Ambiente.

Luca Cassiani, già consigliere comunale del Partito Democratico, è Presidente di Iren Green Generation.

Curriculum, esperienze e percorsi diversi, certamente. Ma tutti nomi che raccontano una realtà evidente: il rapporto tra politica e partecipate non nasce oggi e non può essere ignorato soltanto quando conviene.

Trasparenza e responsabilità: governare anche quando si spengono le luci

E allora la domanda diventa inevitabile: se oggi il Sindaco ritiene necessario richiamare pubblicamente i vertici del gruppo, quale giudizio dà degli assetti che governano quelle società?

Perché in politica esiste una regola tanto semplice quanto spesso dimenticata: le responsabilità non possono essere selettive. Non si possono rivendicare le scelte quando producono risultati positivi e rinnegare il sistema che le ha generate quando emergono criticità.

Torino merita chiarezza. Merita amministratori capaci di spiegare non soltanto cosa non ha funzionato, ma anche quale sia stato il ruolo della politica nella costruzione degli attuali assetti di potere.

Perché governare significa assumersi responsabilità. Sempre. Non soltanto quando arrivano gli applausi. Anche quando si spengono le luci. E soprattutto quando diventa necessario spiegare ai cittadini come sono state prese le decisioni che hanno contribuito a costruire il sistema che oggi viene messo sotto accusa.

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