Il valzer delle poltrone dirigenziali in Serie A ha regalato un colpo di scena di grande spessore: Giovanni Carnevali è il nuovo amministratore delegato e direttore generale della Juventus. Dopo un lungo corteggiamento da parte di diversi top club italiani, tra cui il Milan, il dirigente classe 1961 ha scelto di sposare la causa bianconera, raccogliendo l’eredità di Damien Comolli. Ma cosa dobbiamo aspettarci dall’uomo che ha trasformato il Sassuolo in una vera e propria miniera d’oro del calcio italiano?
Una vita dedicata allo sport, ben oltre il campo
Giovanni Carnevali non è il classico dirigente che spunta dal nulla. A 65 anni, vanta un curriculum che mescola sapientemente competenza tecnica e visione imprenditoriale. La sua avventura inizia lontano dalle luci della ribalta, tra la Milanese, il Monza e le esperienze in cadetteria con Como e Ravenna. È lì che affina il suo fiuto, stringendo legami destinati a durare decenni.
Non va dimenticato che Carnevali è anche l’anima di Master Group Sport, una realtà che ha ridefinito il marketing sportivo in Italia, collaborando con la FIGC per progetti legati a Mondiali ed Europei e gestendo eventi iconici come le cerimonie Scudetto. Questa doppia veste – uomo di campo e manager di sistema – è ciò che lo rende un profilo unico nel panorama calcistico nazionale.
Il sodalizio con Marotta: tra amicizia e professionismo
Un aneddoto molto noto negli ambienti del pallone riguarda il suo rapporto con Beppe Marotta. I due non sono solo colleghi, ma amici di vecchia data: Carnevali è stato persino testimone alle nozze dell’attuale presidente dell’Inter. Il loro legame è nato negli anni ’90, quando Carnevali – allora alla Milanese – consigliò a Marotta un giovane talento di una squadra giovanile. Quella fiducia reciproca gettò le basi per un rispetto professionale che dura ancora oggi, pur se ora su fronti opposti della barricata.
L’era Sassuolo: il tocco di Mida nel calciomercato
Dal 2014, su mandato dello storico patron Giorgio Squinzi, Carnevali ha guidato il Sassuolo verso traguardi insperati. La sua strategia? Puntare sui giovani e su allenatori visionari come Di Francesco e De Zerbi, capaci di dare un’identità precisa alla squadra.
Il suo fiuto per gli affari è ormai leggenda. Impossibile non citare alcune delle operazioni più iconiche che hanno riempito le casse neroverdi:
- Manuel Locatelli: ceduto alla Juventus per 36 milioni.
- Gianluca Scamacca: volato in Premier League verso il West Ham.
- Giacomo Raspadori: passato al Napoli in un’operazione da big.
- L’intuizione Jeremie Boga: acquistato per soli 3 milioni e rivenduto all’Atalanta a 22.
Verso il futuro bianconero
Con l’approdo alla Continassa, Carnevali si prepara alla sfida più complessa della sua carriera. Se a Sassuolo il suo lavoro era mirato alla valorizzazione del talento in un ambiente protetto, a Torino dovrà gestire le pressioni di una piazza che non ammette soste. La sua capacità di coniugare sostenibilità economica e risultati sportivi sarà la bussola dei bianconeri per i prossimi anni. Riuscirà a replicare i miracoli emiliani anche sotto la Mole? Il mercato estivo ci darà le prime risposte.





































