Torino respira tennis, e lo fa in ogni sua declinazione. Oltre ai riflettori patinati dei grandi circuiti, all’ombra della Mole batte un cuore sportivo capace di unire altissimo livello agonistico e inclusione. Tra pochissimi giorni, dal 22 al 26 luglio, i campi in terra rossa del Circolo della Stampa – Sporting ospiteranno la 18ª edizione del Trofeo della Mole 2.0, uno degli appuntamenti paralimpici più attesi d’Italia, dedicato alla memoria di Mariella Echampe.

Sapevate che proprio su questi campi, tra gli anni ’50 e ’60, si sono giocate ben sei edizioni degli Internazionali d’Italia? Calcare quella stessa terra rossa significa respirare la storia del tennis azzurro. E oggi, su quegli stessi rettangoli di gioco, si preparano a darsi battaglia 52 atleti provenienti da 17 nazioni diverse, pronti a incrociare le racchette in un evento che ha saputo alzare decisamente l’asticella.

Un salto di qualità internazionale

Se c’è un dato che racconta la crescita esponenziale del torneo organizzato dalla SSD Volare, è il passaggio di categoria. Abbandonata la veste di ITF Futures Series, quest’anno la competizione sbarca nel prestigioso circuito ITF 100, parte integrante dell’Uniqlo Wheelchair Tennis Tour.

Una promozione sul campo che si riflette anche nei numeri: il montepremi ha toccato quota 14.000 euro. Un investimento importante che, come sottolineato da Luca Cosentino, anima organizzativa dell’evento, ha permesso di richiamare a Torino alcuni dei migliori interpreti mondiali della disciplina.

I campioni da tenere d’occhio

Il parterre degli iscritti garantisce spettacolo puro, con tabelloni di singolare e doppio pensati per non escludere nessuno. Nella categoria Open, i fari sono puntati sul britannico Andrew Penney, attuale numero 21 al mondo, pronto a vedersela con avversari ostici come il malese Mohamed Bin Yusoff e l’israeliano Adam Berdichevsky. L’Italia risponde affidandosi al talento del sardo Luca Arca.

Il tabellone femminile promette altrettanta battaglia con la francese Emmanuelle Morch (n. 22) e la brasiliana Vitoria Miranda. Per i colori azzurri, proveranno a farsi strada Vanessa Ricci e Maria Vietti.

Tra i Quad (atleti con disabilità anche agli arti superiori), la sfida è lanciatissima: il grande favorito americano Andrew Bogdanov dovrà fare i conti con i padroni di casa Hegor Di Gioia, torinese doc, e Alberto Saja.

Lo sport come motore turistico

I tornei internazionali sono spesso bolle chiuse, dove gli atleti vedono solo l’hotel e il campo da gioco. Il Trofeo della Mole ha deciso di rompere questo schema. Grazie alla collaborazione con Turismo Torino e Provincia, sabato pomeriggio i tennisti avranno l’opportunità di partecipare a visite guidate esclusive per scoprire le bellezze sabaude. Un’iniziativa rara nel circuito del wheelchair tennis, che trasforma lo sport in un vero e proprio veicolo di promozione del territorio.

Dietro la rete, a smistare le fila di questo enorme meccanismo, c’è Giulia Capocci, confermata direttrice del torneo. La sua soddisfazione è tangibile quando parla di atleti che, anno dopo anno, tornano a Torino. Non lo fanno solo per racimolare punti preziosi in classifica, ma per il calore umano di una manifestazione sostenuta da decine di volontari e partner storici (da Intesa Sanpaolo a Fondazione Lavazza e Iren).

Guardare una partita di tennis in carrozzina dal vivo è un’esperienza che ribalta le prospettive. Il rumore dello scivolamento delle ruote sulla terra rossa, il tempismo perfetto per colpire la pallina al secondo rimbalzo, la forza esplosiva dei colpi. Il Trofeo della Mole non è soltanto un evento sportivo, ma uno spaccato di agonismo vibrante che ricorda, ancora una volta, quanto la determinazione umana sappia superare qualsiasi rete.

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