Mentre si attende il vertice a tre Russia, Ucraina e Stati Uniti del 10 e 11 novembre ad Abu Dhabi si moltiplicano segnali contraddittori che vedono da un lato il governo di Kiev dirsi intransigente sulla questione dei territori occupati, salvo poi rendersi conto del progressivo indebolimento dell’apparato difensivo, sia di fronte a una pressione russa a terra, soprattutto nei settori del Donetsk e di Kharkiv, che non accenna a calare, sia nei confronti di una offensiva aero-missilistica russa che, specialmente nel campo dei missili balistici sfrutta la carenza estrema di missili intercettori Patriot, ormai praticamente esauriti. Un quadro nel complesso favorevole a un eventuale accordo che tenga conto maggiormente delle condizioni di Mosca. Ma in questo contesto si può parlare di una prima vera svolta nel conflitto?

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