(Adnkronos) –
Lufthansa oggi si è aggiunta alla lista delle compagnie aeree che prevedono un ulteriore aumento dei prezzi dei biglietti, stimando un incremento di due miliardi di euro (2,2 miliardi di dollari) nei costi annuali del carburante, a seguito del conflitto in Medio Oriente. L’annuncio giunge il giorno dopo che la compagnia aerea low-cost irlandese Ryanair ha dichiarato che alzerà le tariffe e avvierà un piano di riduzione dei costi, in un contesto in cui il conflitto che vede contrapposti Stati Uniti e Israele all’Iran mantiene elevati i costi globali dell’energia. 

Il conflitto, iniziato a febbraio, ha portato alla chiusura quasi totale dello Stretto di Hormuz – una rotta commerciale cruciale per il petrolio e il gas – facendo lievitare sia i costi del carburante per le compagnie aeree, sia le tariffe dei voli. Il gruppo tedesco, il più grande vettore aereo in Europa per fatturato, ha reso noto che le prospettive sui costi del carburante sono peggiorate rispetto a pochi mesi fa, prevedendo una spesa di 9,3 miliardi di euro per il 2026, due miliardi in più rispetto all’anno precedente. 

Gli aumenti dei prezzi saranno necessari “per trasferire sui passeggeri il rincaro del cherosene”, ha spiegato ai giornalisti il direttore finanziario Till Streichert, in seguito alla pubblicazione di risultati trimestrali che hanno superato le previsioni. “Il prossimo anno i prezzi dei biglietti subiranno un incremento a doppia cifra”. 

Streichert ha inoltre avvertito che i costi del carburante aumenteranno anche nel 2027, aggiungendo però: “La situazione potrebbe ancora cambiare – si spera in meglio – qualora il quadro geopolitico dovesse distendersi”. Il Cfo ha sottolineato che Lufthansa ha coperto (tramite operazioni di hedging) oltre l’80% dei propri costi del carburante per il 2026, il che significa che i prezzi sono stati in gran parte bloccati, riducendo l’esposizione alla volatilità del mercato. Per quanto riguarda il 2027, oltre il 60% dei costi del carburante risulta già coperto, ha precisato. 

L’aumento dei costi del carburante ha spinto Lufthansa – che controlla anche vettori come Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines ed Eurowings – a rivedere le proprie previsioni sugli utili per l’anno in corso. Per il 2026, il gruppo stima ora un utile operativo compreso tra 1,7 e 2,0 miliardi di euro, rispetto alla precedente previsione che indicava un intervallo tra 1,7 e 2,2 miliardi di euro. Nonostante prospettive leggermente più cupe, il gruppo ha registrato un balzo del 30% negli utili per il periodo luglio-settembre, superando le previsioni. 

L’utile netto si è attestato a 1,26 miliardi di euro, trainato dalla forte domanda di biglietti premium verso l’Asia e il Nord America. I ricavi sono aumentati del 9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 12,2 miliardi di euro. La divisione cargo del gruppo ha triplicato il proprio utile operativo, beneficiando delle consegne di apparecchiature destinate ai data center – strutture che vengono costruite rapidamente per alimentare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale (IA) – secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato Carsten Spohr. Tuttavia, la compagnia aerea di bandiera del gruppo, Lufthansa, ha visto diminuire il proprio utile operativo, anche a causa degli scioperi del personale di bordo e dei piloti. Ciononostante, Spohr ha definito questo trimestre il più solido “in termini di ricavi nella storia del Gruppo Lufthansa”. “Grazie all’aumento dei ricavi, a una domanda costantemente elevata e a un rigoroso controllo dei costi, siamo riusciti a compensare ampiamente l’incremento dei costi del carburante, pari a circa mezzo miliardo di euro”, ha affermato. 

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