(Adnkronos) – L’amministrazione Trump ha avviato la procedura per sostituire in modo permanente i dazi che la Corte Suprema ha cancellato perchĂ© illegali, annunciando l’avvio di nuove inchieste per pratiche commerciali inique che con ogni possibilitĂ  porteranno entro l’estate a nuovi dazi permanenti sulle importanzioni negli Stati Uniti. Jamieson Greer, il rappresentante per il Commercio e principale negoziatore per i dazi, ha detto di aver avviato un’inchiesta “sulle capacitĂ  strutturali eccessive e la produzione nel settore manufatturiero” della Cina, dell’Unione Europea, Giappone, Messico, Corea del Sud, India, Taiwan, Malaysia, Vietnam, Thailandia, Singapore, Svizzera, Norvegia, Indonesia, Bangladesh e Cambogia. 

Le inchieste avverranno nell’ambito dell’applicazione della sezione 301 del Trade Act del 1974 che dĂ  al presidente l’autoritĂ  di imporre dazi permanenti per i Paesi per i quali sono state riscontrate pratiche commerciali inique. In questo modo, Trump potrĂ  sostituire i dazi globali del 10% che ha imposto immediatamente dopo la sentenza della Corte Suprema, appellandosi alla sezione 122 de Trade Act, dazi che scadranno dopo 150 giorni senza l’avvallo del Congresso. 

L’obiettivo di Greer è quindi di condurre le nuove inchieste “in modo accellerato”, in modo da poter avere un nuovo strumento per imporre i dazi a disposizone una volta scaduti i 150 giorni. “La politica rimane la stessa, gli strumenti possono cambiare a causa dei capricci dei giudici”, ha detto il rappresentante per il Commercio Usa. 

Gli Stati Uniti d’America hanno “notificato” alla Commissione Europea l’avvio delle indagini, ma l’Ue “condivide le preoccupazioni sulla sovracapacitĂ , le cui cause sono ben identificate e non sono nell’Unione”. Lo dice il portavoce della Commissione per il Commercio Olof Gill, a Bruxelles, dopo gli annunci da Washington, dove l’Amministrazione di Donald Trump tenta di rimediare alla bocciatura da parte della Corte Suprema dei dazi imposti nella primavera scorsa. 

Questi problemi, nota, “è meglio affrontarli mediante la cooperazione”. La Commissione Europea “continuerĂ  ad assicurare che gli interessi dell’Ue vengano pienamente protetti” e “ci aspettiamo che gli Usa rispettino gli impegni” che hanno preso nell’accordo di Turnberry dello scorso luglio, conclude, notando che la Commissione reagirĂ  in modo “proporzionato” ad eventuali misure decise dagli Usa. 

 

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