(Adnkronos) –
Scintille in aula alla Camera tra maggioranza e opposizione. Sotto gli occhi di Giorgia Meloni, che aveva appena terminato l’informativa sull’azione di governo, è scoppiato il caso della sospensione dei deputati di opposizione per aver impedito la conferenza stampa sulla remigrazione nel gennaio scorso. Una decisione dell’Ufficio di presidenza fortemente contestata da Andrea Casu: “Si limita l’esercizio parlamentare”, ha spiegato il deputato del Pd in un accorato intervento, a lungo applaudito dai parlamentari del suo gruppo, in cui ha letto tutti i nomi dei 32 destinatari del provvedimento: “Sono stati sanzionati per aver difeso la dignitĂ  del Parlamento”. 

Casu ha quindi chiesto di riaprire il caso con l’intervento della Giunta per il regolamento: “Serve un chiarimento. La Costituzione è antifascista e non si possono sanzionare deputati che vogliono difenderla”. A dare man forte alle argomentazioni dei dem è stata Avs: “Il nostro gruppo verrĂ  dimezzato!”, ha lamentato Marco Grimaldi. Stessa linea per il M5s.  

 

A infiammare l’Aula, ci ha pensato quindi l’intervento in replica di Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia. ”Vedo che mi fanno minacce fisiche, ‘vieni qua, vieni qua’. La prego presidente – ha incalzato – di vedere poi i filmati in ufficio di presidenza perchĂ© non si può minacciare fisicamente un parlamentare mentre parla. Coloro che si riempiono la bocca di antifascismo devono sapere che questo è l’atteggiamento pericoloso che in altri anni si è tenuto in questa aula: quello di poter decidere chi poteva o non poteva parlare. La libertĂ  e la democrazia, ottenuti grazie a chi ha combattutto davvero il fascismo e non da chi in quegli anni sarebbe stato un ruffiano del regime, prevede che in questa aula possano parlare tutti senza minacce”.  

”La Costituzione e le regole democratiche prevedono che chi può parlare, chi può o non può entrare alla Camera, chi può essere ospite di un parlamentare non lo possono decidere alcuni parlamentari perchĂ© altrimenti viene meno la democrazia. Ci sono gli organi istituzionali che lo decidono. Non c’è nessun deputato in questa aula che può fare lo sceriffo della democrazia, chi prova a scavalcare le istituzioni competenti con la violenza ne deve pagare le conseguenze”, rimarca l’FdI. 

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