(Adnkronos) – La procura di Roma ha chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per tre anni per Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, trovate senza vita il 7 giugno dello scorso anno a Villa Pamphili a Roma. Al cittadino americano, che dopo i fatti era fuggito in Grecia, i pm di piazzale Clodio, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini con il pm Antonio Verdi, contestano il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna e dalla discendenza in relazione alla figlia oltre all’occultamento di cadavere. Â
“Era un sabato ed ero di turno, faccio il magistrato da 30 anni ma quella telefonata che ho ricevuto quel giorno nessun pm vorrebbe riceverla – ha detto il pm Verdi in aula durante la requisitoria davanti ai giudici della prima Corte di Assise – anche se dopo anni abbiamo una corazza, ma una bambina di nemmeno un anno morta è la piĂą pessimistica delle aspettative. Quando sono arrivato sul posto per il sopralluogo ho visto quel corpicino nudo, sembrava una bambola abbandonata. Poi mi si è avvicinato un poliziotto e mi ha detto che poco distante c’era il corpo di una donna. Erano due corpi nudi”. Â
Quanto alla condizione psicologica dell’americano, il pm ha sottolineato: “Kaufmann è freddo, lucido, manipolatore, narcisista patologico, ma non è incapace di intendere e volere. Ha una forte e spiccata personalitĂ ma è un impostore”. Un impostore che è riuscito a “incartare” anche gli agenti che lo avevano fermato mentre era ubriaco in strada con la figlia e che “se avessero fatto bene il loro lavoro forse la bambina sarebbe ancora viva”. Dopo aver ricostruito in aula gli ultimi giorni della coppia con la bimba a Roma, il pm ha spiegato che dopo aver ucciso Anastasia, Kaufmann si rende conto che la figlia ormai è solo “un fardello, un peso e decide di “uccidere anche la bimba e di lasciare il corpo a Villa Pamphili”. Alla prossima udienza del 5 novembre prenderĂ la parola la difesa e poi i giudici andranno in camera di consiglio per decidere la sentenza. Â
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