Continua il problema dello spaccio nel quartiere San Salvario, non l’ha fermato Fassino, non l’ha fatto Appendino e nemmeno il coronavirus con il lock-down. Sono anni che i residenti lottano contro questo problema attraverso manifestazioni, raccolte firme, proteste spontanee, denunce in tv, ma la loro voce è rimasta sempre inascoltata, come se il problema non esistesse o dovesse essere messo a tacere.

Molti residenti della zona a Sud di San Salvario, quella fuori dalla movida, si sono riuniti 5 anni fa nel Comitato San Salvario Bramante, dando vita a una protesta costante e costruttiva in questa parte meno conosciuta del quartiere, ma non per questo con meno problemi.

“Da 5 anni il Comitato continua a denunciare, tramite foto e video sulla propria pagina facebook e sui giornali, il via vai di spacciatori e clienti su via Ormea e limitrofe – ci ha raccontato Matteo Rossino, portavoce e ideatore del Comitato – ultima tra queste la foto dei pusher in bicicletta. Esatto, per spostarsi più velocemente e sfuggire ai controlli, ora si muovono in bici e portano addirittura la droga a domicilio, una specie di Glovo dello spaccio insomma.
Questa parte di San Salvario è una zona tranquilla con famiglie, bambini e anziani che chiedono solo di essere tutelati e poter vivere liberamente il proprio quartiere. A questo punto non ci resta che sperare nel prossimo sindaco”.

L’era Appendino sta tramontando, così come è stato per Fassino. In attesa di un futuro più roseo per la nostra città, continueremo a portare alla luce tutti gli angoli più abbandonati di Torino e i loro problemi, perché è da li che, chi governerà in futuro, dovrà ripartire per fare la differenza.

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