(Adnkronos) – Complessità metodologica, mancanza di tempo, carenza di risorse economiche, difficoltà a collaborare con altre società scientifiche sembrano essere gli ostacoli più frequenti incontrati dalle società medico-scientifiche nell'elaborazione di linee guida e buone pratiche cliniche. E' quanto emerge dal workshop 'Linee guida, buone pratiche assistenziali', che ha preceduto l'apertura del convegno 'Dalla multidisciplinarietà alla prescrizione unica', prima tappa degli Stati generali per il '40esimo anniversario Fism, Federazione italiana delle società medico-scientifiche' a Roma.  All'incontro – riporta una nota – Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha illustrato la metodologia per l'elaborazione delle linee guida e best practice ai sensi della legge 24/2017 e degli standard adottati dall'Istituto superiore di sanità, rilevando le barriere che ne rallentano la produzione e l'adozione, ma evidenziando anche valore e limiti delle buone pratiche clinico-assistenziali che potrebbero essere integrate nell'aggiornamento della norma. Nicoletta Gandolfo, presidente eletto della Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica) 2025-2026, nonché delegata a supporto del Tavolo tecnico per le linee guida presso l'Iss, ha riferito sui lavori in atto da parte della Commissione e sui criteri di priorità che vengono adottati per la scelta della formulazione delle linee guida. Il presidente della Fism, Loreto Gesualdo, ha poi condotto il dibattito tra relatori e partecipanti delle società scientifiche.  Nell'ottica di una collaborazione istituzionale sempre più ampia, Gesualdo e Cartabellotta hanno confermato al presidente dell'Iss Rocco Bellantone, intervenuto alla tavola rotonda su Dm70 e Dm77, che i risultati della survey condotta sulle linee guida e buone pratiche cliniche sarà messa a disposizione dell'Istituto superiore di sanità nell'ottica di una collaborazione istituzionale sempre più ampia. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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