Le strade di Borgo Vittoria si preparano a far sentire la propria voce. C’è un misto di esasperazione e orgoglio tra le vie di quello che, per decenni, è stato uno dei cuori pulsanti della Torino operaia e commerciale. Oggi, però, residenti e negozianti sentono che qualcosa si è incrinato: le serrande che si abbassano definitivamente non sono più un’eccezione e la percezione di insicurezza, dopo il tramonto, comincia a farsi pesante. Da qui nasce la decisione di unire le forze e scendere in piazza, per chiedere che i riflettori si riaccendano su questa fetta di città.
La mobilitazione: appuntamento a Rebaudengo Fossata
Sotto lo slogan “Insieme per la sicurezza”, il quartiere ha risposto all’appello lanciato da Carmela Ventra, consigliera di circoscrizione, e Matteo Rossino, portavoce del Comitato Torino Tricolore. La data da segnare sul calendario è martedì 9 giugno: il corteo partirà dalla stazione Rebaudengo Fossata per attraversare le vie centrali della zona.
La scelta della stazione come punto di partenza non è affatto casuale. Gli scali ferroviari e le aree limitrofe sono spesso i primi termometri del benessere di un quartiere, i luoghi dove i confini tra riqualificazione urbana e abbandono si fanno più sottili. Ed è proprio da qui che i cittadini vogliono lanciare un segnale forte, dimostrando che il territorio appartiene a chi lo vive ogni giorno.
Una storia che parte da lontano: la “Vittoria” nel DNA del quartiere
Per capire l’orgoglio di chi abita qui, basta scavare un po’ nella storia del quartiere. Il nome stesso, Borgo Vittoria, celebra il celebre assedio di Torino del 1706, quando le truppe austro-piemontesi sconfissero i francesi proprio in queste campagne, allora dominate da cascine e prati. Nel Novecento, l’area si è trasformata radicalmente, diventando un polo di attrazione per migliaia di famiglie di lavoratori, animate da un forte senso di comunità e mutuo soccorso.
Quella stessa determinazione storica sembra riemergere oggi. Chi manifesta non lo fa per rassegnazione, ma per riscoprire quel legame sociale che ha sempre protetto il borgo dalle difficoltà.
“Non vogliamo abituarci alla criminalità”
Le parole degli organizzatori, Ventra e Rossino, fotografano una realtà complessa, comune a molte periferie delle grandi metropoli italiane:
“Non vogliamo che degrado, spaccio e microcriminalità sotto casa diventino la normalità. Chi abita qui merita di non aver paura: le donne non devono temere il rientro la sera e i bambini hanno il diritto di crescere in un ambiente sereno. Vedere i negozi storici della zona chiudere uno dopo l’altro è una ferita al cuore commerciale del quartiere. Vogliamo che Borgo Vittoria torni a essere vivo, sicuro e attrattivo.”
La manifestazione si propone quindi come una risposta civica e pacifica, ma decisa, nei confronti di quelle istituzioni spesso percepite come distanti o distratte. L’obiettivo minimo è riportare la sicurezza e il decoro urbano al centro del dibattito cittadino, stimolando interventi concreti di pattugliamento e sostegno alle attività commerciali di vicinato.
Il futuro del quartiere passa dalla partecipazione
La scommessa di martedì 9 giugno va oltre la singola protesta. Rappresenta il tentativo di una comunità di riappropriarsi dei propri spazi urbani, trasformando il malcontento in una proposta collettiva. La vitalità di un borgo storico come questo si misura anche dalla capacità dei suoi abitanti di non restare a guardare di fronte alle difficoltà, ricordando a tutta la città che nessuna periferia merita di essere lasciata indietro.





































