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Stefano De Martino svela nuovi dettagli sul Festival di Sanremo 2027. Oggi, venerdì 6 novembre, il direttore artistico e conduttore della kermesse musicale, ospite al Festival dello Spettacolo organizzato da ‘Tv Sorrisi e Canzoni’, ha commentato l’indiscrezione lanciata da Fiorello a ‘La Pennicanza’ riguardo la presenza di Paola Iezzi al fianco della Giallappa’s Band alla conduzione del ControFestival, la trasmissione che sostituirà il DopoFestival e accompagnerà il pubblico al termine delle serate del Festival.
“Paola Iezzi è bravissima, ma non condurrà il ControFestival. Ci sarà un’altra conduzione che non abbiamo ancora annunciato. Lo faremo presto”, ha rivelato De Martino, “sono felicissimo che la Gialappa’s abbia accettato di prendere parte a questo progetto. Erano tanti anni che non toccavano il festival direttamente, credo che siano sicuramente un grandissimo valore aggiunto. Da loro non voglio una cosa edulcorata o al servizio del Festival, ma una cosa contro il Festival. Soltanto loro hanno la patente e la credibilità per farlo”.
Sul tema degli spoiler, De Martino dice di non avere “la fobia”, ma di viverli “bene”. Per il volto di punta di Rai1 “più spoiler ci sono, più attenzione c’è e più vuol dire che questo Festival è in qualche modo atteso”. E aggiunge: “A volte dagli spoiler possono nascere delle idee”. Per esempio “quest’estate ci sono stati degli spoiler che hanno acceso delle lampadine”. “La verità è che realizziamo un evento enorme in uno spazio minuscolo, con tutto il rispetto per l’Ariston. Ma la bellezza di Sanremo nasce proprio da questo cortocircuito: se il Festival si svolgesse in uno stadio o in un palazzetto, si perderebbe la magia di quel teatro, dei suoi camerini, di quel palco e di tutta la storia che custodisce”, ha spiegato.
De Martino racconta di “un’impresa quasi acrobatica”, perché “quando si entra nel vivo della produzione ci si rende conto che molte cose, letteralmente, non passano da certe porte. Alla fine tutto viene progettato e calibrato a partire dall’accesso più piccolo dell’Ariston. È un lavoro straordinario che la Rai porta avanti ogni anno e che, spero, avrò modo di raccontare anche da altre prospettive. La vera differenza la fa la capacità di incastrare ogni elemento alla perfezione: all’inizio sembra impossibile che tutto possa funzionare, ma poi, come si dice, la nave arriva sempre in porto”, conclude.
“Con la serata Eurovision stiamo battezzando un nuova tradizione, magari chi prenderà il Festival di Sanremo in futuro ne farà a meno. Ma secondo me è bello portare avanti delle tradizioni, come la serata dei duetti e delle cover, e scriverne di nuove. Vedo tanti spettacoli perché ormai i concerti sono dei veri e propri spettacoli dove i cantanti, al di là della canzone, portano sul palco la loro identità artistica attraverso dei visual, delle coreografie e un’estetica per precisa. E così ho pensato: ‘Vorrei che potessero farlo anche a Sanremo”, ha spiegato De Martino, raccontando come è nata l’idea della nuova serata Eurovision, “nell’arco delle cinque serate avremo così una varietà di intrattenimento che ruota attorno a tutta la competizione, che resta un pretesto per fare spettacolo”.
“Quando le cose si fanno difficili o in quelle giornate in cui ti senti un po’ sopraffatto dagli eventi, invoco Carlo Conti. Penso a cosa farebbe lui”, ha dichiarato De Martino, per poi sottolineare la straordinaria capacità di gestione del suo predecessore: “Carlo è una persona che ti risponde persino durante una diretta. Se gli mandi un messaggio in una pausa pubblicitaria, lui trova il modo di risponderti. Ha una calma, una padronanza e una sicurezza che gli invidio molto. Ogni tanto cerco di attingere a quello stato d’animo, a quel suo ottimismo”.
De Martino rivendica però anche la necessità di trovare una propria strada: “Tutti i miei predecessori avevano esperienze, strutture e percorsi diversi dal mio. Il Festival di Carlo Conti lo può fare bene soltanto Carlo Conti, così come quello di Claudio Baglioni lo può fare soltanto Baglioni. Io avrei potuto solo fare peggio cercando di imitare qualcun altro. Per questo ho provato a realizzare il miglior Festival possibile secondo la mia sensibilità. L’originale non si batte: partire copiando gli altri significherebbe partire già secondi”, conclude.
L’annuncio della Gialappa’s Band come conduttori del ControFestival, era arrivato ieri sera nel Tg1 delle 20, proprio da parte di De Martino. Per i ‘gialappi’ Giorgio Gherarducci e Marco Santin si tratta di un ritorno alla kermesse a oltre dieci anni dall’ultima volta. Nel 2016 e nel 2017, infatti, erano approdati all’Ariston alla conduzione del ‘DopoFestival’, al fianco di Nicola Savino.
“Il direttore artistico ha cancellato con un colpo di spugna un’altra pietra miliare della competizione canora. Al termine delle serate del festival non ci sarà il tradizionale e tanto atteso DopoFestival”, dice Stefano De Martino nei panni di un conduttore del Tg1 per fare un nuovo annuncio su Sanremo 2027, prima di essere interrotto dalle voci di Giorgio Gherarducci e Marco Santin: “Scusi buon uomo, abbiamo una cattiva notizia e una buona. Iniziamo con la cattiva: il direttore artistico ci sembra un incapace totale, perciò siamo molto in apprensione per le sorti del Festival”, dicono i ‘gialappi’ nel loro inconfondibile stile.
La buona notizia “è che lei è un giornalista serio del Tg1. Ha dato una notizia vera perché veramente non ci sarà Dopofestival ha dato notizia a metà perché poi dopo Festival ci sarà il contro Festival”, dicono ancora Gherarducci e Santin. “E chi lo conduce?”, chiede l’anchorman De Martino. “La Gialappa’s Band”, dicono i ‘gialappi’, che aggiungono: “Non ci crede? Lo vada a chiedere a quel pagliaccio del direttore artistico…se lo trova”, concludono salutando De Martino con una pernacchia.
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