(Adnkronos) – Prevenire nuove morti improvvise nelle famiglie degli under 50 uccisi da un arresto cardiaco extraospedaliero, individuandone le cause genetico-molecolari. E’ questo l’obiettivo dello studio ‘GenetiCA’, promosso e condotto dalla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia con la collaborazione di Areu, Agenzia regionale emergenza urgenza della Lombardia. Il progetto, che ha ottenuto un finanziamento dalla Fondazione regionale per la ricerca biomedica (Frrb), viene definito “il primo al mondo a valutare in modo omogeneo e trasversale tutti i pazienti vittime di arresto cardiaco extraospedaliero in un’intera area geografica, la Lombardia, indipendentemente dall’esito del soccorso”. In regione si stimano 787 arresti cardiaci extraospedalieri all’anno per cause mediche in persone sotto i 50 anni, di cui 575 sottoposti a rianimazione cardiopolmonare, ricordano dal San Matteo.  

 

 

Lo studio prevede di identificare tra 86 e 144 casi l’anno di varianti genetiche patogeniche associate a malattie cardiache ereditarie, così da estendere lo screening ai familiari per una concreta azione di prevenzione. 

L’arresto cardiaco extraospedaliero rappresenta una delle principali emergenze sanitarie anche nei giovani, con un’incidenza fino a 20 episodi ogni 100.000 abitanti, spiega una nota dell’Irccs pavese. In molti casi l’evento è legato a patologie miocardiche strutturali o aritmogene di origine genetica. Gli studi finora disponibili hanno dimostrato una causa genetica nel 15-25% dei casi, ma hanno analizzato un numero limitato di geni o popolazioni selezionate, come i pazienti sopravvissuti o i pazienti in cui è stata eseguita un’autopsia. La prima finalitĂ  scientifica di GenetiCA è definire la prevalenza di varianti patogeniche o verosimilmente patogeniche (P-Lp) associate a malattie cardiache ereditarie nei pazienti con etĂ  inferiore ai 50 anni colpiti da arresto cardiaco extraospedaliero. Dal punto di vista clinico, lo studio mira a identificare i familiari portatori dello stesso disordine genetico, permettendo di avviare percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati per prevenire ulteriori morti cardiache improvvise. Tra gli obiettivi secondari rientrano l’analisi delle differenze di prevalenza in base al genere, alla distribuzione geografica provinciale e ai livelli di inquinamento. 

 

 

Il protocollo prevede l’acquisizione un prelievo ematico che verrĂ  analizzato nei laboratori genetici del Policlinico San Matteo, attraverso un pannello multigenico che valuta 174 geni associati a cardiopatie strutturali o aritmogene geneticamente determinate. In presenza di varianti patogeniche, verosimilmente patogeniche o di significato incerto, ai familiari di primo grado vengono offerti gratuitamente un percorso di counseling genetico e una valutazione clinica completa, comprensiva di elettrocardiogramma ed ecocardiogramma, con l’obiettivo di individuare precocemente eventuali condizioni a rischio. 

“Grazie allo studio GenetiCA saremo in grado di identificare varianti genetiche potenzialmente causative dell’arresto cardiaco nei cittadini lombardi sotto i 50 anni di etĂ  sottoposti alle manovre di rianimazione avanzata sul territorio indipendentemente dall’esito del soccorso – afferma Enrico Baldi, responsabile scientifico dello studio e cardiologo della Sc Cardiologia del Policlinico San Matteo – Questo ci darĂ  la possibilitĂ  di identificare le stesse varianti nei loro familiari, offrendo l’importantissima opportunitĂ  di prevenire ulteriori morti cardiache improvvise in giovane etĂ  nella stessa famiglia. In termini pratici, si tratta di offrire una possibilitĂ  di protezione dalla morte improvvisa a circa 150 famiglie ogni anno: numeri importanti che sottolineano la rilevanza di questo studio”. 

“Lo studio GenetiCA evidenzia come il Policlinico San Matteo rappresenti da anni un punto di riferimento strategico per la Regione Lombardia nella gestione delle patologie cardiovascolari ad alta complessitĂ  e per le emergenze cardiologiche tempo-dipendenti – commenta Leonardo De Luca, direttore Sc Cardiologia del San Matteo – Nello specifico, l’efficacia dell’intervento sull’arresto cardiaco si fonda su una rete integrata che accompagna il paziente dalla fase extra-ospedaliera fino alle cure avanzate in ambito ospedaliero”. 

“In questo contesto – conclude Gianluca Marconi, direttore Sc Aat dell’Agenzia regionale emergenza urgenza – la collaborazione strutturata con Areu, che metterĂ  a disposizione tutta la flotta di oltre 100 mezzi avanzati dislocati strategicamente sul territorio, rappresenta un elemento imprescindibile per garantire tempestivitĂ , appropriatezza e continuitĂ  assistenziale”. 

 

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