(Adnkronos) –
Con 162 voti a favore, 102 contrari e un astenuto la Camera ha approvato in via definitiva il decreto legge sicurezza. La seduta è stata sospesa per consentire lo svolgimento della Conferenza dei capigruppo, chiamata a ridefinire il calendario dei lavori per la prossima settimana. “Nessun precdente pericoloso”, ha affermato la premier Giorgia Meloni  

Un via libera arrivato tra proteste e inno di Mameli. Al momento del voto, i deputati di opposizione hanno mostrato dei cartelli all’aula con scritto ‘La nostra sicurezza è la Costituzione’. Poco prima, invece, sempre dall’opposizione si era levato il coro con ‘Fratelli d’Italia’. Subito la maggioranza si è è unita al coro e così in tutta l’aula è risuonato l’inno nazionale. 

I deputati dell’opposizione hanno inoltre intonato ‘Bella ciao’ in aula alla Camera. Poco prima del voto, il capogruppo del M5S Riccardo Ricciardi ha chiesto la parola per intervenire sul 25 aprile, quindi tutta l’opposizione ha cominciato a cantare ‘Bella ciao’. 

“Siamo qua per il decreto sicurezza, non è un festival canoro. Rispetto l’inno nazionale ma quelli cantano ‘Bella Ciao’, mi sembra una mancanza di rispetto”, ha detto Matteo Salvini ai cronisti in Transatlantico che gli chiedevano di commentare quanto accaduto nell’aula della Camera 

”Io sono qui per il decreto sicurezza, poi c’è il Consiglio dei ministri e poi torno in ufficio per il caro carburanti. Oggi è una bella giornata nonostante i problemi a livello mondiale perché questo decreto sicurezza entra in positivo nelle case degli italiani e sulle strade percorse dagli italiani”, aveva commentato il vicepremier entrando nell’aula della Camera per il voto. 

Subito dopo il voto a Palazzo Chigi si è tenuta una riunione del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al testo correttivo del dl sicurezza. La riunione, presieduta dal vicepremier Antonio Tajani, doveva varare un decreto (“disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti”) per recepire le modifiche sollecitate dal Colle al testo approvato oggi dalla Camera. L’intervento punta ad ampliare la platea dei potenziali beneficiari, prevedendo che il compenso per l’assistenza prestata al cittadino straniero sia riconosciuto a tutti i rappresentanti incaricati (e non soltanto a quelli legali). La disposizione si estenderebbe quindi anche agli operatori attivi presso associazioni o enti impegnati nel campo delle migrazioni. Un ulteriore elemento riguarda le modalità di erogazione del compenso, che verrebbe riconosciuto in base all’attività effettivamente svolta, indipendentemente dall’esito favorevole della procedura di rimpatrio volontario assistito. 

Le dichiarazioni di voto sul devcreto si erano chiuse verso le 7.30 di stamattina. L’aula alla Camera è andata avanti per tutta la notte, al netto delle pausa tecniche, con gli interventi dell’opposizione. Dopo un’ultima sospensione, i lavori sono ripresi per il voto finale sul provvedimento. 

E’ stato soprattutto il gruppo del Partito democratico ad animare la seduta fiume. Nella notte sono stati registrati 106 interventi in aula, di cui 58 del Pd. Negli interventi delle deputate e dei deputati democratici è stato sottolineato come il decreto rappresenti “la certificazione del fallimento dell’azione del governo Meloni: siamo già al quarto decreto in materia, prova dell’inefficacia delle misure adottate”. 

Nel mirino anche la linea dell’esecutivo, giudicata “sempre uguale a sé stessa: nuovi reati e pene più alte, senza rispondere ai bisogni reali di sicurezza di cittadini e territori”. Critiche infine al metodo, con “strappi e forzature che hanno compresso il dibattito parlamentare fino al paradosso di una Camera chiamata a votare una norma ritenuta incostituzionale’. Il risultato, per il PD, è un ‘pasticcio istituzionale senza precedenti”. 

Nel corso del dibattito i democratici hanno inoltre richiamato più volte i principi costituzionali sottolineando come sia “profondamente sbagliato colpire i fondamenti della democrazia, a partire dal diritto al dissenso”. 

 

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