La ‘Trattoria Cerere’ è diventata un simbolo della protesta IoApro, le immagini dell’intervento della polizia la sera del 15 Gennaio, con le lacrime della titolare che spiegava la situazione di tanti ristoratori, hanno colpito tantissime persone.

“Ci chiudono per cinque giorni”, diceva la titolare Francesca Lazzarin sulla soglia del suo locale. Con le lacrime della disperazione di chi vorrebbe solo lavorare. “Io non ho più niente da perdere, in banca sono in rosso”, raccontava la donna quella sera, parlando con alcuni clienti che non erano riusciti a entrare nel locale.

I clienti avevano anche insistito per pagare lo stesso la cena, nonostante lo stop delle autorità “Ringrazio tutti – ha detto Francesca – ma preferisco che questi soldi li veniate a spendere quando saremo aperti”.

Nei giorni successivi i social del locale sono stati riempiti di commenti di solidarietà, ma non solo. Anche numerosi biglietti sono stati attaccati alla serranda del locale, proprio vicino al foglio della polizia che li ha chiusi per 5 giorni.

Tantissime promesse di diventare clienti, da parte di chi non conosceva il locale, e tantissimo supporto dai clienti affezionati. A volte un piccolo gesto di disubbidienza civile crea situazioni inaspettate.
La trattoria Cerere probabilmente riuscirà a rialzarsi, se il governo gli permetterà di aprire in sicurezza.

“La gratitudine spiega il nostro passato, porta pace al presente e crea una visione per il domani”, con questa frase della scrittrice Melody Beattie la Trattoria Cerere ha deciso di ringraziare per l’affetto ricevuto.

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