(Adnkronos) –
La fragile pace di Gaza vacilla, la restituzione dei corpi degli ostaggi diventa un nodo centrale. Hamas ha riconsegnato a Israele i resti di due persone nella serata del 15 ottobre. Nella Striscia, secondo Israele, ci sono i resti di altri 19 ostaggi. Non pare possibile però trovarli e riconsegnarli. L'ala militare di Hamas fa sapere che ha consegnato "tutto ciò che è stato possibile raggiungere". Il recupero degli altri corpi "richiede uno impegno enorme e equipaggiamenti speciali per la ricerca, stiamo facendo grandi sforzi per risolvere la questione".  La dichiarazione di intenti non basta a Israele. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiesto ad Hamas di rispettare i requisiti stabiliti nell'accordo di cessate il fuoco. "Non scenderemo a compromessi su questo punto e non interromperemo i nostri sforzi finchĂ© non restituiremo l'ultimo ostaggio deceduto, fino all'ultimo", ha detto Netanyahu. L'intesa prevedeva la consegna di tutti i prigionieri, vivi e morti, entro una scadenza fissata per lunedì. Ma secondo l'accordo, se ciò non fosse avvenuto, Hamas avrebbe dovuto condividere le informazioni sui rapiti deceduti e cercare di consegnarli il prima possibile.  Secondo le informazioni che l'intelligence israeliana ha condiviso con gli Usa, Hamas avrebbe accesso ad un numero piĂą alto di corpi degli ostaggi rispetto a quanto dichiarato. In sostanza, come riferisce Axios sulla base di informazioni fornite da fonti israeliane e americane, Hamas non starebbe facendo abbastanza: "Non vediamo il massimo sforzo di Hamas in relazione ai corpi", le parole di un funzionario israeliano. Secondo una fonte statunitense, il gruppo restituirĂ i corpi degli ostaggi "ma ci vorrĂ tempo".  Tale linea viene pare condivisa anche dal presidente Donald Trump. "Gli ostaggi vivi sono tornati tutti. Ora stanno scavando e stanno trovando molti corpi, devono rimuovere macerie. Alcuni sono morti nei tunnel, un'atrocitĂ terribile. Vediamo cosa succede", dice il presidente rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale. Per Trump, un tema prioritario è il disarmo di Hamas: "Vogliamo che le armi vengano restituite: hanno accettato di farlo. Se non lo faranno, lo faremo noi. Non vedo il motivo di un coinvolgimento dei soldati americani a Gaza. Aiuteremo Israele, ci sono anche altri paesi che hanno potenza militare. E Hamas non ha piĂą sostegno, l'Iran non è coinvolto perchĂ© sta cercando di sopravvivere".  L'equilibrio è precario e lo stesso Trump, a poco piĂą di 48 ore dal trionfale vertice di Sharm-el-Sheik con la firma degli accordi, ne è consapevole. Che succede se Hamas non abbandona le armi? Alla domanda della Cnn, il presidente replica in maniera categoria. "Israele tornerĂ in quelle strade appena lo dirò io. Se Israele potesse entrare e farli a pezzi, lo farebbe. Io li ho fermati", dice riferendosi alle forze di difesa israeliane e al governo di Netanyahu.Â
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