DPCM incostituzionali? Il DPCM è un atto amministrativo che non può restringere le libertà fondamentali, anche se a “legittimarlo” è un atto che invece ha forza di legge. Parole che potranno cambiare molte cose per il futuro, e dare grossi problemi per le loro scelte nel 2020.

Il tribunale civile di Roma cita “tutti i Presidenti Emeriti della Corte Costituzionale, Baldassarre, Marini, Cassese”. Non vi è alcuna legge “che attribuisce il potere al Consiglio dei ministri di dichiarare lo stato di emergenza per rischio sanitario”.

Dunque i Dpcm sono incostituzionali?

Negli atti si precisa che “hanno imposto una rinnovazione della limitazione dei diritti di libertà”. Cosa si sarebbe dovuto fare quindi? “Un ulteriore passaggio in Parlamento diverso” rispetto a quello che si è avuto per la conversione del decreto Io resto a casa e del Cura Italia. “Si tratta pertanto di provvedimenti contrastanti con gli articoli che vanno dal 13 al 22 della Costituzione e con la disciplina dell’art 77 Cost., come rilevato da autorevole dottrina costituzionale”.

Insomma, il giudice del tribunale di Roma spiega che è contrario alla Costituzione prevedere norme che limitano i diritti fondamentali della persona. Proprio mediante decreti della Presidenza del Consiglio dei ministri.

I Dpcm, per avere validità, devono essere motivati (ai sensi dell’articolo 3 della legge 241/1990). Le motivazioni di Conte erano però sempre riferite al Comitato tecnico-scientifico. Le analisi di questo CTS, ha spèiegato il giudice, sono state riservate. Non solo: sono state rese pubbliche solamente a ridosso delle scadenze dei Dpcm stessi. “Ritardo tale da non consentire l’attivazione di una tutela giurisdizionale”. Si prevedono problemi per il governo.

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