Sembra una favola a lieto fine la storia di un piccolo gattino sopravvissuto al viaggio da Torino a Bolzano. Un viaggio nel vano motore della macchina della sua padrone.

Un bolzanino ha chiamato i vigili urbani perché dal cofano motore di un’autovettura parcheggiata si udiva un miagolio. Gli agenti giunti sul posto, grazie alla targa, hanno appurato che la macchina appartiene a una donna residente a Torino. E che a Bolzano, nelle immediate vicinanze, abitava la madre.

Quando le è stato spiegato dagli agenti il motivo dell’intervento, la donna non ha avuto molti dubbi. Ha raccontato infatti che in campagna, alla periferia di Torino dove abita, la sua gatta aveva da poco partorito. Il timore che potesse trattarsi di un gattino di quella cucciolata non si è rivelato infondato. Aperto il cofano infatti, il gattino giaceva incastrato in un’ansa vicino al passaruota.

Il gattino nel motore stava bene

Un agente ha provato ad afferrarlo, ma lo spazio ridottissimo non lo ha permesso. I due vigili urbani hanno deciso allora di smontare la copertura in plastica della testata del motore riuscendo a guadagnare qualche centimetro, quel tanto che è bastato per afferrare delicatamente il gattino ed estrarlo da quello scomodo e pericoloso rifugio. Dopo 450 chilometri trascorsi nel vano motore di una macchina, il micio è apparso incredibilmente in ottima salute, un po’ spaventato e affamato, ma vispo come tutti i gattini appena nati. Ad attenderlo ora le cure e le coccole dell’incredula e fortunata signora torinese.

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